Le Prostaglandine (PGE) sono sostanze biologicamente molto attive; presenti in tutte le cellule, vengono sintetizzate a partire dagli ac. grassi polinsaturi (PUFA) a 20 atomi di Carbonio sia della serie Ω 3 che Ω 6. (Vedi FIG)
Isolate per la prima volta nel 1930 nella prostata delle pecore, e per questo furono chiamate prostaglandine. In seguito furono scoperte altre famiglie di eicosaniodi (trombossani, leucotrieni, lipossine, ecc.);  fino ad oggi ne sono state isolate oltre 20; il loro studio ha reso possibile la comprensione dei molti disturbi legati alla carenza di ac grassi essenziali (EFA - Essential Fatty Acids) o Vit. “F”.
Le prostaglandine sono direttamente derivate dall'ossidazione, regolata da enzimi, di specifici acidi grassi polinsaturi (PUFA - Poly Unsaturated Fatty Acids).
 Le PGE hanno emivita brevissima,  non possono essere immagazzinate, ma devono essere sintetizzate al momento del bisogno direttamente in loco per cui in passato sono state anche definite come ormoni locali. Si formano per attivazione di alcuni metaboliti specifici (PUFA a 20 atomi di Carbonio) ad opera delle fosfolipasi (PL) C e/o A2 che sono inibite dai cortisonici. Così si spiega l’attività antiinfiammatoria dei glucocorticoidi.
Gli acidi grassi polinsaturi (PUFA) sono direttamente coinvolti nella sintesi delle prostaglandine, le quali giocano un ruolo in numerose funzioni dell'organismo: la sintesi degli ormoni, la immunità, la vasocostrizione, la regolazione del dolore e dell'infiammazione, la permeabilità cellulare, la coagulazione, la regolazione del sistema nervoso, le funzioni sessuali e riproduttive, la fragilità capillare, la mobilizzazione dei grassi, la regolazione dell’insulina.
Le prostaglandine sono suddivise in tre gruppi principali: quelle della serie 1 e 3 sono considerate benefiche, mentre quelli della serie 2 hanno effetti dannosi.
Le prostaglandine di prima e terza serie sono vasodilatatrici, modulano la coagulazione, abbassano il colesterolo LDL, aumentano il colesterolo HDL, svolgono azione antinfiammatoria.
La seconda serie di prostaglandine ha l'effetto opposto.
Il rapporto tra le varie serie di prostaglandine è determinato dalla dieta e per questo la dieta può determinare un aumento o una riduzione del rischio di malattia.
Le prostaglandine una volta classificate semplicemente come eicosanoidi  in base alla struttura chimica, vengono oggi, in modo più corretto, inquadrate come autacoidi derivati dai lipidi. Questo per evidenziare in modo inconfutabile lo stretto legame esistente tra dieta e prostaglandine.
A differenza degli ormoni non vengono sintetizzati per agire a distanza ma agiscono in loco.
Gli eicosanoidi sono sostanze che regolano i sistemi ormonali, infatti sono anche chiamati superormoni. Lo studio degli eicosanoidi è solo agli inizi, ed è uno dei settori più affascinanti della biochimica dei lipidi.
Eicosanoidi buoni e cattivi
Gli eicosanoidi detti anche prostanoidi (PG) sono più di 30 tipi, suddivisi in 3 famiglie: le famiglie PG1 e PG2 derivano dai grassi omega 6 (il cui capostipite è l'acido linoleico), la famiglia PG3 dai grassi omega 3 (il cui capostipite è l'acido alfa-linolenico).

I Prostanoidi più studiati sono senz'altro le prostaglandine PGE1, le PGE2 e le PGE3, le Prostacicline PGI2, PGI3, i Trombossani TXA2, TXA3.


Le (PGE1) hanno azione attivante i linfociti, controllano la circolazione sanguigna, con azione antiipertensiva; riducono il rischio di disturbi cardiaci; sono in grado di opporsi all’insorgere ed al progredire dell’arteriosclerosi; combattono ogni forma di infiammazione, svolgono spiccata azione antiaggregante piastrinica, controllano il buon funzionamento degli apparati immunitari, sono in gradi di indurre incremento di GH. In particolare:

- abbassano la pressione sanguigna favorendo la rimozione del sodio e combattendo la ritenzione idrica;

- prevengono l'aggregazione piastrinica, prevenendo l'insorgenza di trombi e infarti;
- inibiscono la risposta infiammatoria;
- migliorano il funzionamento dell'insulina e mantengono la glicemia costante;
- regolano il metabolismo del calcio;
- migliorano il funzionamento del sistema nervoso;
- migliorano il funzionamento del sistema immunitario;
I Prostanoidi PG2 possono essere buoni o cattivi.
Le PGE2 (Prostaglandine 2) favoriscono i processi infiammatori. Sono quelle ritenute peggiori, perché causano ritenzione idrica, aggregazione piastrinica, sono pro-infiammazione ed inducono aumento della pressione sanguigna.
Le PGI2 (Prostacicline2) sono ritenute buone perché rallentano la formazione  di trombi e l’aggregazione piastrinica e sono  dotati di azione vasodilatatrice..
Il TXA2 (Trombossano 2) è sicuramente il coagulante più potente in grado di attivare tutta la cascata coagulativa a differenza del TXA3 sicuramente meno efficace e per questo ritenuto  buono.

Gli eicosanoidi si formano a partire dagli EFA e dai loro derivati, con l'ausilio di enzimi. 

L'alimentazione, quindi, può influenzare la produzione di eicosanoidi. Infatti se mangiamo carne introdurremo  grandi quantità di ac. Arachidonico (AA) e quindi la nostra risposta alla stimolazione PL-AA sarà molto sostenuta con formazione di molte PGE2. Se invece mangiamo pesce (Esquimesi) le membrane delle nostre cellule saranno ricche di EPA (ac. Eicosapentaenoico) per cui il Trombossano  prodotto sarà meno efficace con vantaggi in caso di cardiopatia ischemica, perché  le arterie coronariche non vanno incontro a trombosi, ma con grave rischio di danno cerebrale da vascolopatia cerebrale. Gli eschimesi non muoiono di infarto ma di emorragia cerebrale.
L’equilibrio  dei prostanoidi è molto complesso ed articolato. Costituiscono una rete  di messaggeri  che intervengono in modo determinante in tutte le fasi patologiche, ricreando le condizioni ideali per una ripresa funzionale ottimale. Una loro regolazione insufficiente può essere causa di innumerevoli disturbi e patologie anche molto complesse come le malattie infiammatorie croniche e tra queste il morbo di CROHN
I metaboliti dell’acido arachidonico, gli eicosanoidi, vengono ritenuti responsabili della cascata infiammatoria che automantiene la flogosi iniziale. Tali metaboliti vengono prodotti a partire dagli acidi grassi a 20 atomi di carbonio. 
Si possono distinguere due vie metaboliche
 - a - attraverso la via della ciclossigenasi, l’acido arachidonico viene trasformato in prostaglandine, prostacicline e trombossani. L’acido acetil salicilico e gli antiinfiammatori analoghi interferiscono con la sintesi delle prostaglandine inibendo la cicloossigenasi.
 - b - attraverso la via della 5-lipossigenasi, attiva a livello dei granulociti eosinofili e dei monociti, deriva la produzione di leucotrieni. 
Il leucotriene B4 e l’acido 5-idrossieicosatetraenoico costituiscono i principali metaboliti flogogeni prodotti a livello dei granulociti. 
E’ stato dimostrato che il leucotriene B4 è presente nella mucosa colica dei pazienti con malattia infiammatoria cronica intestinale (morbo di CROHN)  in concentrazioni 50 volte superiori a quelle riscontrabili in condizioni di normalità. Inoltre agisce attraverso un secondo messaggero amplificando la risposta infiammatoria secondaria alla produzione di  citochine ad azione flogogena. Infine, avendo elevate proprietà chemiotattiche, favorisce la migrazione di cellule direttamente responsabili dei processi di flogosi.
I farmaci attualmente più utilizzati nella terapia delle malattie infiammatorie croniche intestinali agiscono interferendo a vari livelli di tale cascata infiammatoria. I glucocorticoidi (cortisonici) prevengono la formazione di molecole libere di acido arachidonico, attraverso l’inibizione dell’attività delle fosfolipasi  (PL) A2  e C sui fosfolipidi di membrana. La mesalazina agisce attraverso l’inibizione della 5-lipossigenasi nella mucosa colica.
Da questo esempio possiamo ricavare che i derivati dell’ac. arachidonico sono fortemente coinvolti nella cascata pro-infiammazione. Tale cascata può essere inibita o utilizzando prodotti a base di olio di pesce (Omega 3) con formazione di metaboliti meno attivi (Leucotrieni B5) o prodotti ad alto tenore di GLA (Olio di enotera) in grado di bilanciare l’azione pro infiammatoria dei derivati arachidonici (feed back tra PGE1 e PGE2) .
Le PGE1 derivano direttamente dal DGLA che a sua volta deriva dal GLA e da LA. Le PGE1 riducono la cascata delle PGE2 per inibizione della (PL-AA) Fosfolipasi. 
I “farmaci antinfiammatori” bloccano la sintesi di tutte le prostaglandine inibendo la ciclossigenasi, con ripercussioni facilmente immaginabili (abbassamento delle difese immunitarie, lesioni gastriche, viraggio catabolico) mentre una buona produzione di PGE1, direttamente dipendente dall’apporto di  Ac. γ linolenico - GLA, è in grado di controllare la sintesi di PGE2 ((feed back negativo). 
Le PGE2 derivano direttamente dai depositi cellulari di AA, molto abbondanti, mentre le PGE1 derivano direttamente dai livelli di GLA e ac. diomo γ linolenico - DGLA circolanti nel sangue (trigliceridi) e di conseguenza dalla dieta.
l passaggio LA-GLA è il punto critico di tutto il sistema Omega 6. Il complesso enzimatico Delta-6-Deidrogenasi responsabile del passaggio, facilmente può essere inibito da eccesso di ac. alfa-linolenico, ac, linoleico in forma cis-trans o trans-trans, da alcool, età avanzata, digiuno, stress (adrenalina e glucocorticoidi), dieta incongrua, malattie virali, diabete). Le cellule cancerose sono in grado di produrre in abbondanza PGE2 ma non sono in grado di sintetizzare PGE1. 
Olio di enotera  e Prostaglandine
L’olio di Enotera svolge quindi un ruolo fondamentale nel complesso equilibrio delle prostaglandine. Infatti se le PGE3 vengono considerate come Prostaglandine buone, in realtà esse rappresentano dei falsi mediatori delle PGE2, essendo attivate al loro posto. Infatti le Fosfolipasi rendono disponibile Ac. Eicosapentaenoico (EPA) al posto di ac. Arachidonico (AA) se vi è stata assunzione adeguata di EPA come olio di pesce.
Di conseguenza l’attivazione della ciclossigenasi comporta produzione di PGE3 al posto di PGE2. La via delle PGE1 è completamente diversa essendo basata su un controllo a feed-back che non compromette l’azione delle PGE2 utile per combattere molti eventi dannosi, ma in grado di controllare e frenare tale attività.



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