Il termine cosmeceutico è stato introdotto per la prima volta negli anni Novanta, al Meeting annuale della Società dei Chimici Cosmetologi, dal dermatologo Albert Kligman Montgomery ideatore del Retin-A, il popolare farmaco anti-acne.

Da allora  il termine tra alti e bassi  ha cercato di crearsi un suo specifico spazio senza riuscirvi a pieno. Cosmeceutico è riferito a sostanze naturali o di sintesi in grado di apportare in modo significativo una variazione cosmetica funzionale positiva a livello di cute ed annessi senza rientrare nella categoria dei farmaci.

L’olio di Enotera (pressato a freddo) potrebbe diventare l’emblema di questa filosofia, riuscendo molto utile per la bellezza e/o il benessere della pelle e dei suoi annessi.
Il binomio Enotera & Cosmesi appare essere la nuova frontiera della ricerca dermo-cosmetica, ricca di prospettive affascinanti, impensabili fino a poco tempo fa.

L'enotera - Oenothera biennis, fam. Onagraceae - è una pianta erbacea bienne alta fino a 150 centimetri. Originaria dell'America settentrionale, ha fatto la sua prima comparsa in Europa nel 1619 in un giardino botanico di Padova. Di qui diffusasi in tutta Europa, tanto da essere ormai considerata pianta cosmopolita, l'enotera predilige i luoghi aridi e sabbiosi. Le foglie, opposte e lanceolate, sono lunghe circa 10 - 20 cm e presentano un margine irregolarmente dentato; i fiori, quasi sempre di colore giallo, si raccolgono in un'infiorescenza apicale che sboccia di sera.

Di questa pianta si conoscono oltre 140 specie diverse, alcune delle quali selezionate per la specifica abbondanza di PUFA ( Poly Unsaturated Fatty Acids).

Le sue innumerevoli proprietà sono dovute agli acidi grassi essenziali poliinsaturi Omega-6, in particolare all’alta percentuale di acido cis-cis linoleico (LA) e 
Tali percentuali rendono unico l’olio di enotera tra tutti gli oli ad alto tenore di GLA fino ad oggi analizzati e spiega le spiccate potenzialità biologiche di tale olio.

Ma la caratteristica unica dell’olio di enotera è la sua composizione in trigliceridi: oltre il 50 % dei trigliceridi che costituiscono tale olio contengono solo acidi grassi essenziali (EFA= Essential Fatty  Acids) Omega 6.

Classicamente per EFA si intendono quegli ac. grassi che è necessario assumere con la dieta perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzare e sono per gli omega 6 l’ac. Linoleico e per gli omega 3 l’ac. alfa linolenico.

Oggi si tende a far rientrare tra gli EFA anche l’ac. gamma linolenico anche se potenzialmente sintetizzabile dall’organismo umano, in realtà è facilmente soggetto a carenza per blocco della D-6-D (DELTA-6-DESATURASI) un complesso enzimatico molto labile e facilmente danneggiato da fattori quali l’età, l’alcool, radicali liberi, presenza di ac. grassi trans.

Gli ac. grassi EFA sono detti anche Vit. “F”, proprio perché risultano indispensabili all’organismo. La vit. “F” è attiva solo in forma cis-cis.
Nella ricerca dermocosmetica si è innescato un grande fermento pro Enotera, con la formulazione di un numero sempre maggiore di prodotti a base di PUFA derivati dal suo olio ed i risultati sono stati molto promettenti, solo però se la estrazione di tale olio viene fatta a freddo per semplice spremitura e non per distillazione come avviene normalmente per quasi tutti gli oli cosmetici.          

Olio di Enotera e membrane cellulari

Le membrane cellulari sono formate essenzialmente da proteine e da lipidi (fosfolipidi e colesterolo). I fosfolipidi essendo delle sostanze anfipatiche, formate cioè da una frazione polare (il carbossile) e da una frazione apolare (la catena idrocarburica), sono normalmente disposti a sandwich,  in modo da avere le catene carboniose tra loro opposte; i fosfolipidi solitamente hanno un ac. grasso saturo in posizione “1” ed un ac. grasso polinsaturo (PUFA) in posizione “2”. Questa disposizione è responsabile della adattabilità e della flessibilità della membrana stessa per le forze intermolecolari più basse.
La sostituzione di ac. grassi polinsaturi in forma cis-cis con ac. grassi diversi (monoinsaturi, saturi o polinsaturi in forma trans) rende le membrane più rigide e meno adattabili con ripercussioni sulla loro  funzionalità che può estrinsecarsi a livello clinico.
Il legame nei fosfolipidi delle membrane cellulari dei corneociti con lipidi anomali al posto dei PUFA corretti, determina alterazioni della funzionalità con comparsa di microragadi e perdita di acqua verso l’esterno; la presenza di una corretta quota di NEFA ridona elasticità e flessibilità con conseguente ricompattamento dei corneociti. Una corretta funzionalità delle membrane è indispensabile per le sue innumerevoli funzioni:
permeabilità selettiva agli ioni (pompa Na-K), con ripristino dei potenziali elettrici e dei processi di trasporto trans-membrana;
processi di eso ed endocitosi;
corretta attività enzimatica e dei recettori di membrana.
Solo le membrane con presenza di PUFA sono biologicamente attive.

Olio di Enotera e Sostanza Intercellulare

I PUFA dell’olio di Enotera sono in grado di normalizzare anche gli strati lipidici intercellulari o sostanza cementante.
Questi lipidi sono responsabili del corretto funzionamento barriera del derma. E’ ancora dibattuto se il sistema barriera sia costituito dall’intero strato corneo, sia limitato al solo strato compatto o prenda origine dallo strato granuloso.
I lipidi di questo comparto (ceramidi e colesterolo) sono organizzati come membrane osmoticamente attive che si presentano come lamelle localizzate negli spazi intercellulari, occupando comparti diversi e specifici; la diffusione attraverso lo stato corneo delle sostanze lipofile o idrofile segue tragitti diversi.
Negli ultimi anni diverse indagini hanno evidenziato come le cellule dello strato corneo sono sede di una intensa attività biologica sia intra che extra cellulare. I PUFA Omega 6 sono i principali responsabili della corretta funzionalità della sostanza lipidica cementante interconeocitaria (insieme a colesterolo e ceramidi), probabilmente per la maggiore capacità di colmare gli spazi vuoti tra le cellule dello strato corneo, grazie alla carattetistica dei doppi legami specifici, con gruppi carbossilici liberi che formano ponti di forte aderenza grazie agli ioni idrogeno del terminale carbossilico.

Olio di Enotera e Batteri

La modifica della composizione del mantello idrolipidico gioca un ruolo fondamentale anche nella selezione della flora microbica cutanea. E’ risaputa la capacità degli ac. grassi saturi di costituire un ottimo substrato per la crescita del Pityrosporum orbicolare, un lievito lipofilo responsabile di alcuni fenomeni di tipo infiammatorio presenti ad esempio nella dermatite seborroica. Anche il Pityrosporum ovale è favorito da ac. grassi saturi (C14-C16), per cui facilmente è reperibile nei follicoli sebacei e nelle ghiandole auricolari che secernono cerume o ancora sul cuoio capelluto. Recentemente alcuni autori hanno suggerito una suggestiva ipotesi patogenetica dell’acne legata a deficit relativo di PUFA che può verificarsi nel periodo puberale per incremento di produzione di sebo con diluizione della quota di ac. linoleico (LA), alterazione dell’attività barriera con formazione di comedoni e sviluppo di flora microbica patogena (aumento del contenuto sebaceo ed ostruzione cheratosica dell’ostio follicolare. L’olio di Enotera pressato a freddo ottimizza la funzionalità del mantello idrolipidico della cute.

Olio di Enotera e Radicali Liberi

La Perossidazione lipidica  e la susseguente reazione a catena dei radicali liberi da essa innescati rappresentano uno dei problemi maggiori dei PUFA, per la indubbia facilità con cui i PUFA reagiscono con l’Ossigeno o con le specie reattive dell’ossigeno (radicali). Tuttavia i PUFA sono normalmente protetti da alcuni agenti anti-ossidanti che limitano il danno entro un livello tollerabile. Gli antiossidanti naturali dei PUFA sono i tocoferoli o Vit “E” nelle forme alfa, beta, gamma e delta. Di queste, la forma alfa è quella biologicamente più attiva. La forma beta e gamma hanno attività vitaminica ridotta e la forma delta è praticamente inattiva. L’olio di enotera è ricchissimo di Vit “E” di tipo alfa. Nell’anziano si ha una riduzione della riserva antiradicali ed una loro minore efficacia, per questo nell’anziano è necessario un certo supplemento di Vit. “E”. Se la perossidazione è un evento ineluttabile, l’olio di enotera rappresenta un ottimo agente per neutralizzare tale attacco, grazie alla presenza di tocoferoli tipo “A” e soprattutto per le capacità riparative dei suoi PUFA in grado di ricostituire completamente le membrane danneggiate.

Trattamento topico con Olio di Enotera

L’applicazione topica di tali lipidi restaura nello spazio di pochi gg. (5-7) la capacità della pelle di esercitare in modo corretto la sua funzione barriera, riducendo la perdita transepidermica di acqua. Il trattamento topico con PUFA ne consente la loro rapida penetrazione trans epidermica con successiva utilizzazione sia intra che extracellulare, con aumento significativo di NEFA nelle lecitine cutanee. L’applicazione di PUFA omega 6 determina riduzione della disidratazione transepidermica ed ottimizzazione della corretta funzione barriera della pelle. Da quanto premesso è naturale dedurre l’importanza di utilizzare PUFA Omega 6  per via topica per una efficace azione cosmetica.
– azione protettiva: - I PUFA (LA-GLA) sono in grado di modificare e riequilibrare il film idro-acido-lipidico della pelle con azione antismog (tossine ambientali), antistress (radicali liberi), contro danni da cosmetici (prodotti non eudermici).
– azione idratante: La emulsione acqua PUFA omega 6 rappresenta uno dei sistemi idratanti più efficaci fino ad oggi realizzati, essendo in grado di intervenire direttamente sulla sostanza cementante interconeocitaria. La disidratazione rappresenta uno dei processi principali responsabile dell’invecchiamento cutaneo. Da sempre l’uomo ha cercato sistemi reidratanti; famosi i bagni nel latte di asina (emulsione naturale) delle nobildonne romane. Una delle prime e più famose formule di emulsioni di cui si abbia notizia storica 300 d.C è il “ceratum Galeni” formato da cera d’api (20 %) Olio di oliva (60 %) acqua rosata (20 %).

– azione nutriente: I PUFA Omega 6 applicati localmente vengono utilizzati direttamente a livello intra cellulare, interferendo positivamente con i più importanti processi cellulari. In sintesi l’applicazione topica dei PUFA Omega 6 è in grado di determinare normalizzazione dei processi di cheratinizzazione, riduzione nel film idro-lipidico degli ac. grassi saturi, con fluidificazione del sebo ed inibizione progressiva della proliferazione di microrganismi virulenti, con ottimizzazione del pH cutaneo. In particolare l’applicazione topica di PUFA Omega 6 riattiva gli enzimi cellulari dello strato malpighiano, favorendo così il rinnovo dello strato corneo del derma e migliorando l’idratazione in modo più rapido e completo che con la sola assunzione per via generale di PUFA Omega 6.

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