Medicina pro o antiaging: la nostra filosofia

G. Leopardi – Pensieri dallo Zibaldone
La morte non è male, perché libera l’uomo da tutti i mali e insieme coi beni gli toglie i desideri. 
La vecchiaia è il male più grande, perché priva l’uomo di tutti i piaceri lasciandogliene il desiderio, 
ed è accompagnata da ogni sorta di dolore. 
Eppure gli uomini temono la morte e desiderano la vecchiaia (giungere alla vecchiaia).


 L'invecchiamento è un processo lento, fatto di piccoli e costanti cambiamenti che diventano visibili nel tempo.  Invecchiare è inevitabile: i meccanismi che regolano il funzionamento del nostro organismo perdono il loro equilibrio e in un certo senso l’invecchiamento può essere concepito come un insieme di deficit. 
La medicina antiaging è una medicina preventiva, che ha lo scopo di  misurare questi deficit e contrastare o rallentare le patologie che ne derivano. 
Mentre la medicina tradizionale si focalizza solitamente su sintomi specifici, la medicina anti-aging è caratterizzata da un piú ampio raggio d’azione: valuta l’individuo nella sua totalità, e le possibili conseguenze del suo stile di vita sullo stato di salute prima che queste vengano individuate dai check-up tradizionali, tenendo presente che  molti problemi di salute non si sviluppano improvvisamente ma hanno un decorso di anni. 
Grazie alle metodiche scientifiche che questa disciplina utilizza è possibile diagnosticare, misurare, curare e addirittura rendere reversibili, alcuni processi degenerativi fin dai primi esordi. 
E’ possibile determinare l’età biologica del paziente (il risultato dell’interazione dei sistemi nervoso, endocrino e  immunitario) e successivamente elaborare un programma personalizzato che consente di controllare lo stress, combattere i radicali liberi, mantenere efficienti gli organi vitali, diminuire di peso, preservare l'elasticità della pelle e  in sintesi mantenere una qualità di vita ottimale il piú a lungo possibile. 
L'essenza della terapia prevede la somministrazione di precursori ormonali ed ormoni naturali, vitamine, in un programma terapeutico integrato tale da agire a livello dei piú sottili meccanismi biologici che regolano l'efficienza dei processi omeostatici, nonchè del grande sistema di difesa.
 L'invecchiamento è, in generale, il processo naturale che conduce ad un aumento del caos o dell’entropia in un qualunque sistema fisico.
Mentre per gli oggetti inorganici tale processo è subito passivamente, gli esseri viventi hanno sistemi che consentono loro di contrastare l'invecchiamento, ovvero di mantenere costante l'ordine della propria struttura fisica. Ciò nonostante per la maggior parte di essi (in genere i pluricellulari complessi) l'invecchiamento è comunque una parte normale del loro percorso di sviluppo biologico, essendo implicati in esso vari meccanismi fisici e biologici.
Attualmente molte teorie e ricerche genetiche vengono associate all'invecchiamento prematuro e a quello tardivo. Complessivamente però, le cellule incominciano a non rigenerarsi più dopo i 25 anni.
Un approccio corretto all’invecchiamento necessita di una seria e scientifica valutazione dello stato di salute o di benessere, fino a giungere a trasformare i punti deboli in punti di forza. 
Il perseguimento di tale obiettivo richiede una valutazione ed un monitoraggio che deve proseguire nel tempo, poiché i risultati ed i miglioramenti che la medicina può consentire di ottenere si manifestano concretamente proprio con il passare del tempo.
Il nostro obiettivo non è combattere l’invecchiamento ma guidarlo a consolidare uno status quo che può essere molto soddisfacente per chi riesce a processare in modo corretto l’evolversi  del disordine insito nel concetto di invecchiare. 
Per questo abbiamo sostituito al concetto utopistico dell’antiaging il più logico e razionale concetto di proaging.
Il proaging sarà  la medicina del futuro, poiché la prevenzione e lo sviluppo di tutte le potenzialità del nostro organismo ci garantiranno di vivere attivamente e nel migliore dei modi in tutte le età della nostra esistenza.
Dove è situato il nostro orologio biologico che regola la cronologia del nostro divenire e del nostro finire? 
Spesso vediamo persone, pur giovani, apparire molto più adulte rispetto alla loro età cronologica e persone che, invece, pur essendo molto più adulte, presentano un dinamismo ed una capacità mnemonica ammirabile insieme ad un fisico in piena forma: questo non fa che dimostrarci l’esistenza di meccanismi che, se ben sfruttati, ci consentono di vivere il nostro benessere in modo pieno ed ottimale, sfruttando a pieno i vantaggi dell’età che avanza.
Il nostro scopo è quello di aiutare tutti quelli che desiderano “sfruttare” il tempo che passa, trasformandolo in un alleato del proprio generale stato di benessere fisio-psichico.
        La nuova frontiera dell’pro-aging mira a controllare lo stress, combattere i radicali liberi, mantenere efficienti il cervello e le difese immunitarie, diminuire di peso, preservare l’elasticità della pelle, rinvigorire la libido, rigenerare le cellule, attaccando l’invecchiamento a livello molecolare.

Molteplici sono i fattori che influenzano il processo di invecchiamento e delle patologie ad esso correlate come le malattie cardiovascolari, la maculopatia, il cancro, il diabete, l’artrosi, l’osteoporosi, l’obesità ma anche la demenza senile e forme correlate.

Tra questi vanno segnalati fattori genetici, sociali e culturali, ambientali, dipendenti dallo stile di vita e biologici.

Oggi sappiamo che l’invecchiamento può essere accelerato o rallentato dall’interazione tra le suddette cause.

La moderna medicina pro-aging, intervenendo su di esse, è in grado di regolare il processo di decadimento nonchè di prevenire l’insorgenza delle patologie che caratterizzano il nostro concetto di invecchiamento.

Fino ad oggi si è pensato all’invecchiamento come ad un processo irreversibile, inelluttabile da accettare passivamente, rappresentato dall’età anagrafica o cronologica.

Questo concetto non è più valido poichè ogni essere vivente invecchia in maniera diversa in relazione sia a fattori interni che esterni.

Sappiamo che ci sono individui che sembrano di alcuni anni più giovani o più vecchi rispetto a quanto possa indicare l’età anagrafica.

Recentemente la scienza ha dimostrato quello che l’esperienza e la tradizione ci avevano fatto intuire: l’età anagrafica ha solo un valore burocratico, l’età più veritiera e specchio del processo di invecchiamento è rappresentata dall’età biologica.

L’età biologica è la conseguenza di come invecchiano primariamente i tre sistemi cardine del nostro organismo: il sistema nervoso, il sistema endocrino e quello immunitario, che sono intimamente correlati tra loro.

L’età della vita assume significato diverso nelle varie epoche e nelle varie culture. Ogni età ha una sua peculiare organizzazione anatomo-funzionale delle strutture cerebrali e dell’elaborazione di informazioni e rappresentazione della realtà. 

Le  modificazioni comportamentali corrispondono a modificazioni della configurazione delle strutture cerebrali, in quanto l’esperienza modifica continuamente il cervello. A quest’attitudine del sistema nervoso e stato dato il nome di plasticità che altro non è se non una proprietà intrinseca al sistema nervoso. 

Subendo variazioni continue  il cervello si evolve. I geni hanno fornito al cervello la capacità di modellarsi in base all’esperienza. Per mantenersi efficienti le reti neuronali devono mantenersi in esercizio e per questo scopo è fondamentale un fitness della mente che induca il cervello a creare sempre nuove connessioni. 

A questo proposito è interessantissima l’epigenetica, branca della biologia molecolare, che ha a che fare con la genetica, ma si differenzia da essa per il fatto che si focalizza sulle modifiche che il materiale genetico può subire durante la vita. 

Lo sblocco emozionale e la conseguente fuoriuscita da schemi mentali fissi permette una vera e propria evoluzione genetica, che si attua con modificazioni del materiale genico


Invecchiare quindi è un fattore fisiomentale che è possibile governare in modo da ottimizzare la così detta curva di decadimento che compare a partire dalla quarta decade per abbissarsi sempre più.

Il segno più evidente dell'invecchiamento è la sarcopenia (riduzione della massa magra) che coinvolge muscoli  strutture di sostegno ed organi. Abbiamo ideato uno specifico percorso (percorso eudinamico) per governare questo tragico evento dell'invecchiamento, in grado di consentire un buon vivere anche in età molto avanzata, sconfiggendo il pessimismo leopardiano







Si propone di scoprire, prevenire, trattare e rallentare il declino, correlato al passare degli anni, dell’organismo umano.

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