DIETA FIBROPROTEICA: l’innovazione più suggestiva della dieta proteica.


La dieta fibroproteica può rappresentare una nuova soluzione a problematiche nutrizionali mai compiutamente risolte. Ideata dopo un trentennale training  in rianimazione e terapie intensive e sperimentata da circa 4 anni si è dimostrata efficace oltre ogni più lusinghiera ipotesi, rivoluzionando quello che era lo Start Up di altri sistemi dietetici.
Sicuramente efficace nel dimagrimento anche in caso di obesità estrema, si è dimostrata una soluzione molto suggestiva nel diabetico, consentendo una dieta ipoglicemica senza alterazioni metaboliche.
Diversamente dalla dieta proteica che può essere utilizzata per periodi ben definiti, la dieta fibroproteica può essere utilizzata ad libitum garantendo sempre un ottimale equilibrio  bio chimico e metabolico.

Mentre il meccanismo d’azione della dieta proteica è basato sull’attivazione del glucagone e quindi sulla sua azione catabolica con chetosi, la dieta fibro proteica è in grado di bilanciare questa azione grazie alla attivazione degli ormoni incretinici ed in particolar modo del GLP1 (Glucagon-like peptide-1) con riduzione del rilascio di glucagone ed incremento invece di insulina, ottimale ad una efficace azione anabolica con aumento della massa magra, riduzione della massa grassa e riduzione della glicemia.
Basata sull’utilizzo di prodotti creati ad hoc come Aminyntegra, la proteina solubile con pattern amminoacidico ottimizzato per una attivazione equilibrata della fase anabolica, Ovocollagene per una integrazione mirata di supplementazione collagenica e soprattutto Donafibra, una miscela di fibre solubili ed insolubili arricchita di vitamine e minerali per ottimizzare un percorso dietetico anche molto prolungato.

Il protocollo prevede approcci diversi per percorsi finalizzati al dimagrimento anche dei grandi obesi o al trattamento del paziente diabetico. Ma la dieta fibro proteica può essere utilizzata anche per ottimizzare un trattamento antiaging o meglio proaging, per sportivi che mirano a migliorare le proprie prestazioni immediate e a distanza.
Per i grandi obesi è previsto un trattamento prolungato, ininterrotto anche per alcuni mesi.
Il dosaggio giornaliero di Aminyntegra deve essere di 1,0 g (per le donne) e 1,2 g (per gli uomini) X Kg di peso corporeo ideale, da diluire in tre litri di acqua e sorseggiare per tutto il giorno.

Per comodità è consigliabile dividere la somministrazione in due fasi: dalla sveglia alle ore 14.00 e dalle 14.00 a sera. E’ necessario iniziare l’assunzione del prodotto appena svegli.
Al dosaggio di Aminyntegra và aggiunto Ovocollagene 0,4 g. (per le donne), 0,5 g, (per gli uomini) sempre X Kg di peso corporeo ideale. La funzione di Ovocollagene è quella di apportare un supplemento di amminoacidi precursori del collagene quali idrossiprolina ed idrossilisina essenziali nel dimagrimento dei grandi obesi per non andare incontro al rilassamento cutaneo estremo che si ha normalmente nel dimagrimento a volte anche limitato.

Sempre nella stessa soluzione va miscelata anche Donafibra, un mix di fibre solubili ed insolubili integrate da vitamine naturali e minerali. La dose iniziale parte da 20 – 25 g. al giorno per passare in tempi rapidi a 40 – 50 g./die. Con questo dosaggio si realizza una vera metamorfosi metabolica. La chetosi viene drasticamente ridotta per riduzione dell’increzione di glucacone, la massa grassa viene metabolizzata per incremento della produzione di insulina e riduzione della glicemia, ma si determina anche un’ottimale colonizzazione del tratto enterico con flora intestinale idonea a produrre vit.del gruppo B, oligoelementi, e soprattutto SCFA, acronimo di Short Chain Fatty Acids o ac. grassi a catena corta, essenziali per il benessere intestinale e dell’intero organismo.
La dieta fibroproteica necessita come integrazione lipidica di circa due g. al giorno di olio di enotera pressato a freddo, un olio unico per composizione di PUFA (Poly Unsaturated Fatty Acids) Omega 6, ottimo precursore di PGE1 (prostaglandine tipo 1).

Le PGE1 sono in grado di bilanciare l’attività pro infiammatoria delle PGE2 (prostaglandine tipo 2), definite anche prostaglandine cattive, perché coinvolte in tutte le manifestazioni patologiche dell’organismo di tipo infiammatorio, degenerativo o disreattivo autoimmune.
Le PGE1 migliorano anche la risposta metabolica ottimizzando la risposta all’insulina, tanto da essere definite prostaglandine anaboliche.

L’andamento del dimagrimento viene seguito da un punto di vista biochimico sottoponendo i pazienti ad esami ematochimici opportunamente cadenzati, ma anche mediante analisi impedenziometrica ad ogni controllo, per registrare l’andamento del dimagrimento.
Infatti nel trattamento dei grandi obesi più che la perdita di peso è necessario monitorare la perdita di massa grassa nel rispetto della conservazione della massa magra e dell’acqua.
Anche il trattamento del paziente diabetico, soprattutto di tipo 2, può trarre grande giovamento dalla dieta fibro proteica e per la attivazione indotta di GLP1, sia per la possibilità di seguire una dieta ipoglicemica ben tollerata.

Le GPL1 rappresentano una vera rivoluzione copernicana nel campo del trattamento della malattia diabetica, tanto che le incretine vengono da tutti considerate il farmaco più promettente nella cura del diabete. GPL1 regola l’omeostasi del glucosio, controllando la secrezione di insulina, riducendo la secrezione di glucagone, riducendo la motilità gastrica ed aumentando il senso di sazietà. Evidenze precliniche mostrano come l’attivazione dei recettori del GLP1 aumenti la proliferazione e la rigenerazione delle cellule β e ne diminuisca l’apoptosi. 

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