La cosmesi funzionale

Dalla fine degli anni ’90 il progressivo emergere e affermarsi delle nuove tecnologie e l’elaborazione di formulazioni cosmetiche contenenti nuove molecole “attive”, ha portato alla realizzazione di cosmetici sempre più innovativi rispetto a quelli tradizionali.
E’ nata così la cosmesi funzionale in grado di modulare i meccanismi che dettano l’invecchiamento cutaneo o altre alterazioni che riguardano alcune caratteristiche estetiche della pelle.
Si può tranquillamente affermare che i cosmetici di nuova generazione, rispetto a quelli presenti sul mercato fino al decennio scorso, non solo hanno un’efficacia maggiore, ma soprattutto hanno una particolare specificità di azione. Quest’ultima è sostenuta da prove scientifiche eseguite in laboratori di ricerca sempre più all’avanguardia grazie a test in vivo e in vitro in continuo perfezionamento.
Il prodotto cosmetico agisce per mantenere in buono stato la pelle attraverso un effetto sulle sue funzioni fisiologiche ed il suo metabolismo.
Secondo la normativa comunitaria ed italiana, i prodotti cosmetici sono destinati ad essere applicati sulla cute ed i suoi annessi “allo scopo, esclusivo o prevalente, di pulirli,  profumarli, modificarne l’aspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o mantenerli in buono stato”.
La definizione introdotta dal legislatore prevede quindi che i cosmetici possono avere e vantare una precisa funzionalità di modifica dell’aspetto o di protezione e mantenimento in buono stato delle zone di applicazione, tra cui la cute, attraverso la possibilità di influenzare positivamente le sue funzioni fisiologiche. La norma sui cosmetici è, nondimeno, altrettanto chiara quando afferma che il prodotto cosmetico deve essere diverso dai medicinali, non avere finalità terapeutica e non vantare attività terapeutica, tutte prerogative che appartengono solo ed unicamente ai farmaci.
Tra gli importanti principi riportati dalla Commissione UE vale la pena sottolineare quello per cui si riconosce al prodotto cosmetico una interazione con le funzioni fisiologiche del corpo che non ha effetti significativi sul metabolismo e non modifica in realtà le condizioni del suo funzionamento al punto da reclamare una classificazione come farmaco.
La corretta classificazione di un prodotto cosmetico dovrà essere effettuata con un approccio cosiddetto “caso per caso”, che prenda in considerazione tutte le caratteristiche del prodotto: la composizione, la forma, le indicazioni in etichetta, la pubblicità, la presentazione, le istruzioni e le modalità d’uso riportate sulle confezioni.
E’ ormai tempo che si accetti definitivamente il principio che il prodotto cosmetico abbia la sua funzionalità, che si esplica nell’ interazione con la fisiologia ed il metabolismo cutaneo senza sconfinare nel farmaceutico.
La cosmetologia è la scienza che studia l’azione e gli effetti biologici dei cosmetici sull’uomo, determinandone le regole di utilizzo.
La «cosmesi funzionale» si pone l’obiettivo di realizzare delle preparazioni in grado di ripristinare il normale equilibrio cutaneo, prevenendo o contrastando l’insorgenza di eventuali inestetismi. Ripristino e prevenzione sono due momenti fondamentali di ogni cosmetico funzionale.
Si basa sull’impiego nella preparazione cosmetica di prodotti cosmeceutici
La parola cosmeceutico è formata dall'unione di due termini: cosmetico e farmaceutico. Se il concetto di cosmeceutico risulta ormai entrato nel linguaggio culturale scientifico della cosmesi, esso non è stato ancora assolutamente chiarito ed individuato dalla legislatura dove la distinzione tra cosmesi e farmaco risulta critica e facilmente può ingenerare confusione.
Il termine cosmeceutico mima il termine nutraceutico utilizzato per individuare quei prodotti alimentari dotati di particolari e specifiche proprietà utilizzate oggi nella nutrizione funzionale o come integratori alimentari. Questo abbinamento concettuale credo renda bene il valore del termine cosmeceutico e ne definisca anche gli ambiti.
Per legge un cosmetico è "un prodotto o una sostanza, diversa da un medicinale, destinato ad essere applicato sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni), oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo, esclusivo o prevalente, di pulirli, profumarli, modificarne l'aspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o preservarli in buone condizioni. I prodotti cosmetici non hanno finalità terapeutiche né possono vantare attività terapeutiche".
Quando si prende in esame la cute, per primo occorre far riferimento alla sua funzione barriera e quindi di difesa da attacchi esterni. Bisogna inoltre pensare a un sistema nel quale avvengono innumerevoli reazioni biochimiche, che attraverso una continua trasformazione della materia assicurano la vita alle cellule e ai tessuti. In condizioni normali, tutte queste reazioni si trovano in equilibrio dinamico tra loro, tuttavia, in presenza di particolari situazioni l’equilibrio può venire a mancare, determinando uno sbilanciamento che si può ripercuotere sulla pelle in diversi modi (variazioni di pH, alterazioni del contenuto idrico, modificazioni della composizione del film idrolipidico, danno traumatico, chimico, fisico, biologico, autoimmune…). Entro certi limiti il nostro organismo è in grado di ripristinare le normali condizioni «fisiologiche», in caso contrario gli squilibri possono evolvere ulteriormente, determinando la comparsa di alcuni inestetismi o creando le condizioni per l’insorgenza di vere e proprie patologie.
In questo panorama, i cosmetici non devono vantare proprietà terapeutiche (l’ambito della patologia cutanea è di pertinenza della farmacologia dermatologica), ma devono proteggere la cute, mantenendola in buono stato e svolgendo – per questo – un’attività preventiva cosmetologica.
Chiarito ciò, tuttavia, non bisogna dimenticare che l’ambito della prevenzione e quello della cura si trovano a stretto contatto, pertanto numerosi cosmetici rappresentano un utile complemento nella terapia di alcune patologie. È il caso, per esempio, dell’acne, patologia per la quale esistono numerosi farmaci la cui efficacia può essere aumentata dall’azione di alcuni cosmetici dedicati alle pelli impure, contenenti ingredienti ad attività dermopurificante, astringente, riequilibrante il mantello idro lipidico.
Parlando di benessere non si può negare un ruolo fondamentale svolto da una cosmesi corretta e quindi funzionale. L’estetica è parte integrante del benessere. Spesso però, nella ricerca di efficaci sistemi di cosmesi estetica ci si affida a quella che oggi è dominante come metodologia di coinvolgimento e cioè la pubblicità. Dell’etichetta non guardiamo la composizione, anche perché molto difficile da interpretare ma soltanto il nome o a volte i colori ed il desing.

ABCmed vuole incentivare invece la capacità di capire cosa usiamo e perché la usiamo in rapporto appunto di un discorso funzionale.

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