Base della facciata della Piramide Eudinamica rappresentante gli stili di vita è lo spazio dedicato al Riequilibrio Fame Sazietà.
Mangiamo perché abbiamo fame (riflesso ancestrale presente nella parte più arcaica del nostro cervello), ci alziamo da tavola quando siamo sazi, ovvero abbiamo soddisfatto il senso di fame. Sembrerebbe tutto molto semplice ed invece tutti sappiamo le difficoltà di una buona gestione di questo sistema vitale.
Il nostro quotidiano rapporto con il cibo è regolato sia da stimoli emozionali che da reazioni fisiologiche come la Fame, l'Appetito, la Sazietà. Se la Fame è un riflesso ancestrale l’Appetito sembra più legato ad un rapporto emozionale di piacere e di bisogno, mentre la Sazietà sembra rispondere alla stimolazione di recettori Dopamina dipendenti.
Conoscere e riuscire a controllare questi impulsi comportamentali significa avere il controllo della propria alimentazione e di conseguenza del proprio stato di benessere e di salute.
Purtroppo l’industria alimentare direttamente con i suoi prodotti ed indirettamente mediante opportune campagne pubblicitarie mira a stimolare al massimo l'appetibilità (spinta al consumo di particolari alimenti) e ad un tempo a ridurre al minimo il senso della Sazietà.
Tutto questo facilita l’insorgenza di Disturbi del Comportamento Alimentare - DCA.
I disturbi del comportamento alimentare si possono manifestare in forme molto diverse tra loro, con la variabilità tipica di qualsiasi altro comportamento umano.
La quantità e la qualità di quello che viene ingerito, è inadeguata oppure inopportuna rispetto alle necessità alimentari, o si svolge con modalità comportamentali e stati d'animo connotati da disagio e sofferenza.
Il problema “fame”  è principalmente legato alla difficoltà di studiarlo, poichè esso è soggettivo e molto variabile da una persona all’altra.
A tale scopo, hanno testato le loro teorie su 10 pazienti che soffrivano di obesità e su 10 persone normopeso. Dopo avere iniettato a ogni volontario un marcatore chimico radioattivo avente la particolarità di fissarsi sui recettori della dopamina, hanno osservato allo scanner, con un sistema di imaging digitale molto sofisticato (tomografia per emissione di positoni), il cervello dei volontari.
Mangerebbero in modo eccessivo per compensare questo deficit. Si è anche constatata una correlazione tra l'indice di massa corporea e il numero di recettori nel gruppo di malati.

È quando si considerano i ritmi di assunzione dei cibi che si parla di Crononutrizione.
Massima attività renale    Dalle 5.00 alle 11.00
Massima attività pancreatica    Dalle 8.00 alle 10.00 e dalle 18.00 alle 21.00
Massima attività epatica e biliare    Dalle 11.00 alle 15.00
Massima attività intestinale colica    Dalle 7.00 alle 9.00
Massima attività muscolare    Dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00
Attività intellettuale di apprendimento    Dalle 9.00 alle 11.00 e dalle 15.00 alle 17.00
Attività intellettuale di concentrazione    Dalle 8.00 alle 10.00 e dalle 16.00 alle 17.00
Attività di risveglio (cortisolo)    Dalle 6.00 alle 9.00
Per applicare la cronobiologia al dimagrimento, occorre prendere di mira gli organi preposti alla "magrezza", in particolare i tessuti adipocitari, il fegato, il pancreas, i reni e il tubo digerente per le sue funzioni enzimatiche. 
La sensazione di fame viene anche chiamata oressia (desiderio o appetito), e molti DCA presentano una radice collegata ad essa:
Anoressia: mancanza di appetito forse il DCA più famoso insieme alla Bulimia;
Bigoressia o vigoressia: se la anoressia è un disturbo tipicamente femminile la bigoressia (in inglese: muscle dysmorphia o bigorexia, da cui l'italianizzazione bigoressia o anchevigoressia) è molto diffusa anche e soprattutto in ambito maschile, con alterata percezione della propria immagine corporea congiunta a una cronica insoddisfazione per il proprio aspetto fisico.
Presente soprattutto tra i ragazzi e i giovani adulti, spinge a una applicazione maniacale all’esercizio fisico praticato in palestra (body building in particolare) e all’adozione di diete squilibrate sostenute spesso da un uso scorretto di farmaci, con possibili rilevanti ricadute sulla salute dell’individuo; Bigoressia detta anche vigoressia = anoressia inversa.
La Bigoressia può essere definita come una vera e propria patologia. Infatti, la persona bigoressica patisce un’insoddisfazione forte e permanente inerente al proprio aspetto fisico, ha una forte paura di restare priva dei propri muscoli e del proprio stato di perfetta forma.
A tali convinzioni seguono delle condotte auto-punitive, come ad esempio: sottoporsi a degli esercizi laboriosi; seguire delle diete molto rigide. Per di più, spesso, a questi comportamenti si associa l’uso ed abuso di integratori alimentari, e nei casi più estremi di steroidi anabolizzanti.
Una patologia a sé che riguarda l’ossessione della forma del corpo anche se non coinvolge direttamente il distretto alimentare è la Tanoressia:  un neologismo coniato qualche anno fa unendo l'inglese tan, abbronzatura, proprio con oressia.
L'abbronzatura come fissazione quasi compulsiva. Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista statunitense Archives of Dermatology, almeno una persona su tre, tra coloro che abitualmente fanno uso di lampade solari, è "schiavo" della tintarella.
Come gli anoressici rispetto alla magrezza, i tanoressici vivono con l’angosciante sensazione di non essere mai scuri abbastanza e, terrorizzati dal pallore, usano il lettino solare per placare uno stato di ansia e agitazione, mettendo a repentaglio in modo grave la salute della pelle.
Ma veniamo ai Disturbi del Comportamento Alimentare - DCA più subdoli e spesso inconfessati: “non posso fare a meno di mangiare!” … e una volta iniziato a mangiare non riesco più a fermarmi. Questo problema è definito iperfagia ossia il fatto di mangiare abitualmente più di quanto abbiamo bisogno. Troviamo svariati tipi di comportamenti iperfagici: al di fuori o durante i pasti.
Durante il pasto, il fatto di mangiare troppo è legato a un problema di percezione: - si avverte una fame eccessiva; - si ha un problema di sazietà: non ci si sente più sazi.
Il Binge-Eating disturbo dell'alimentazione incontrollata: mangiare in pochissimo tempo una grande quantità di alimenti, il bisogno di essere "pieni" per avere l'impressione di sentirsi sazi. Questo problema, diversamente dalla bulimia, è caratterizzato da abbuffate senza compensazione, senza vomito.
Al di fuori dei pasti, possiamo distinguere parecchi disturbi:
La Fagomania o appetito eccessivo e incontrollabile: consiste nel fatto di non riuscire a evitare di mangiare tra un pasto e l'altro, si mangia di continuo, avendo sempre a portata di mano qualcosa con cui soddisfare questo bisogno.
La Night-Eating Syndrome  (sindrome da alimentazione notturna) o iperfagia notturna: ci si alza di notte per "svuotare il frigorifero" e si ritorna a letto. Talvolta, chi ne è affetto non si ricorda neppure di questa crisi alimentare.
Tutti questi comportamenti sono fortemente influenzati da fattori esterni di ansia, depressione, stress, pressione sociale. Notiamo anche l'importanza della restrizione cognitiva, ad esempio durante una dieta: si cerca di seguire una dieta per dimagrire e non si mangia praticamente nulla, ma un bel giorno si cede e si fagocita tutto quel che si trova in tempi record. Peggio ancora, se le diete si susseguono le une alle altre; non ci si renderà più conto delle sensazioni di sazietà e si finirà per mangiare troppo tutto il tempo.
Ognuno di noi pensa di sapere che cosa è la Fame, ma difficilmente potremmo dare una definizione chiara e precisa.
Nell’uomo, a differenza degli animali, la Fame si distingue dall’Appetito. L’Appetito è la sensazione o meglio il desiderio emozionale di voler mangiare qualche cosa anche se si è pieni, mentre la Fame è la sensazione fisiologica che allerta il nostro organismo del bisogno di energie e nutrienti per poter far funzionare la macchina perfetta che è il nostro corpo.
In teoria la sensazione Fame-Sazietà dovrebbe funzionare in equilibrio.
La fame dovrebbe attivarsi quando il corpo ha bisogno di calorie e nutrienti e viceversa, ma in realtà è l’ essere umano che con le inadeguate abitudini alimentari ha rotto questo equilibrio con il mangiare senza fame.
La sensazione di fame aumenta solitamente con l’aumento della Massa Grassa.

Nella persona obesa o con problemi di sovrappeso l’equilibrio fame – sazietà non esiste, questo rapporto si perde, e la stessa cosa succede alle persone che soffrono di diabete mellito.
Gli studi hanno dimostrato un aumento della fame nell’orario del tardo pomeriggio e della sera, soprattutto in soggetti che soffrono di obesità e diabetici.
Si è anche scoperto che obesi e diabetici soffrono di una mancanza di sincronizzazione fame/pasti. Il comportamento più frequente nel ciclo della fame dell’obeso è il seguente:
 - molto basso durante la mattina (infatti il 90% degli obesi si accontenta di una tazza di caffè al mattino senza sentire fame fino al pomeriggio),
 - mentre negli orari di cena e post cena scatta un picco di fame incontrollabile, una specie di “iperfagia compensatoria”, cioè un equilibrio alterato di fame/pasti che li porta ad accentuare il problema di peso, visto che dopo le 18 ore l’organismo rallenta il suo metabolismo.
Quindi se ingeriamo più delle calorie necessarie a quell’ora, sicuramente si accumuleranno in forma di grasso corporeo aumentando massa grassa e peso.
Nel diabetico di tipo 1 e tipo 2 si è evidenziato un controllo del ciclo fame/pasti indipendentemente dal buono o cattivo controllo metabolico del paziente. Nel diabete il problema degli attacchi di fame sono causati per il mal funzionamento dell’ insulina (insulino resistenza), problema che anche molti obesi presentano.
I diabetici, così come gli obesi, presentano diversi stati della fame tra un pasto ed un altro, e nelle ore serali e notturne.
Ci sono alcuni periodi della vita nei quali si verifica un aumento della fame:
Prima dell’adolescenza: fra i 9 e 12 anni, prima dello sviluppo sessuale dei bambini, c’e un periodo in cui aumenta la fame a causa del cambio ormonale interno e il picco di crescita.
Durante l’adolescenza: la fame colpisce più i ragazzi che le ragazze. La fame è constante durante l’adolescenza, e sembra non avere mai sazietà. Nelle ragazze la paura di aumentare di peso le fa evitare l’alimento desiderato, causando però un aumento di ansia nei confronti del cibo.
Durante la gravidanza: le famose “voglie”, che spingono a mangiare determinati alimenti nella gravidanza. Sono voglie particolari che si presentano solo in questo momento fisiologico della vita. Una fame particolarmente motivata da un gran desiderio.
In autunno e in inverno: aumenta la sensazione di fame, soprattutto per le donne, a causa della mancanza di luce, che porta a un calo degli ormoni che ci rendono felici, e quindi sostituiamo la felicità con il cibo. La tristezza porta a mangiare di più. Specialmente dolci e cioccolato.
Durante il ciclo mestruale: quando si avvicinano le mestruazioni aumenta la fame, a volte dura anche per i primi 2 giorni delle mestruazioni.
Questa fame è causata dall’ oscillazione di serotonina, un neurotrasmettitore che cambia durante il ciclo.
In caso di rottura sentimentale: in alcune persone, dopo la rottura di un rapporto, aumenta la sensazione di fame. Si tende a mangiare in forma ansiosa e constante, specialmente dolci e cioccolata.
Durante la menopausa: spesso, per l’aumento di peso in menopausa, si incolpa il funzionamento ormonale, ma in realtà parte dell’ aumento di peso si deve all’ aumento della fame e del desiderio per il cibo, specialmente per il dolce.
Il collegamento cibo-cervello è infatti legato a fattori ormonali e nervosi.
Gli ormoni che segnalano la Sazietà sono l’Insulinae la Leptina.
Mentre la Fame è segnalata dalla Grelina.
Gli stimoli nervosi di Sazietà sono in parte meccanici per distensione delle pareti dello stomaco e dell’intestino ed in parte chimici  per la liberazione di Colecistochinina da parte del fegato raggiunge il cervello tramite il nervo vago ed induce sazietà.
Il Nucleo Arcuato dell’ipotalamo è l’area cerebrale che integra le informazioni sul cibo sia in termini di fame e sazietà che di gusti e necessità.
Il Nucleo Arcuato manda messaggi al corpo che inducono il desiderio o il disinteresse per il cibo.
La funzione di regolazione del nucleo arcuato si esplica in caso di abbondanza o carenza di cibo, ma si annulla in caso di sovraccarico alimentare.
Questo blocco è causato da un fenomeno infiammatorio provocato dall’eccesso di cibo. L’eccesso di cibo altera la capacità dei recettori del nucleo arcuato di recepire i segnali forniti da Insulina e Leptina (sazietà) e fa perdere al nucleo arcuato la funzione di modulazione: il segnale di sazietà c’è (insulina, leptina), ma viene a mancare la capacità di leggerlo.
Questo blocco è indotto dall’eccesso di glucosio, acidi grassi, insulina e leptina provocato dal troppo cibo. Livelli troppo alti di nutrimenti calorici (acidi grassi e glucosio) associati all’aumento dell’insulina e della leptina sanguigna attivano fenomeni infiammatori.
Il Sistema Immunitario è indotto a produrre un Fattore di Trascrizione Nucleare (NFkB) che fa liberare Citochine, sostanze infiammatorie che oltre a danneggiare fegato e milza causano un’infiammazione subliminare cerebrale concentrata prevalentemente nel Nucleo Arcuato.
La perdita delle capacità modulatorie del nucleo arcuato sono associate ad un paradosso: persistenza della fame in presenza in circolo di grandi quantità di Leptina e d’Insulina che dovrebbero indurre sazietà.
-       Dipendenza dal cibo.
Ci sono numerose somiglianze tra la dipendenza da cibo e la dipendenza da stupefacenti. Oltre al contesto psichico e sociale vi è una base organica alle due dipendenze. Il cibo attiva il piacere tramite il rilascio di Oppioidi Endogeni, di Cannabinoidi e di Dopamina.
L’aumento di Dopamina è indotto inoltre dall’aumento in circolo di Leptina e di Insulina.
I meccanismi responsabili della golosità patologica e dell'obesità rimangono ancora misteriosi.
Alcuni  studi avevano già sottolineato il ruolo della Dopamina nella modulazione del sentimento di soddisfazione e di sazietà che genera l'ingestione di un alimento. Alcuni scienziati americani hanno voluto sapere se, come i tossicodipendenti, le persone obese mangiavano in modo compulsivo per stimolare questo centro delle sensazioni, sfavorito da una mancanza di recettori della dopamina.
Risultati: i pazienti obesi hanno un numero inferiore di recettori per dopamina.
-       Cronobiologia ed obesità
Una nuova disciplina scientifica chiamata Cronobiologia ha iniziato a studiare i fenomeni ritmati nel tempo ed ad applicarli alla Nutrizione.
I Ritmi Cronobiologici si definiscono generalmente nell'arco delle 24 ore: in questo caso, si parla di Ritmi Circadiani. Tuttavia, questi ritmi possono anche funzionare su 28 giorni (mensili), 3 mesi (stagionali) e anche di più per i ritmi climaterici, che hanno una durata dai 7 ai 9 anni.
La Cronobiologia: una questione di ritmo
I nostri organi svolgono un'attività che varia regolarmente nell'arco della giornata. Allo stesso modo, anche i metabolismi che sottendono l'alimentazione e l'assorbimento dei nutrienti sono condizionati dalla Cronobiologia. 
In pratica, significa che mangiare un piatto di pasta o una mousse al cioccolato non produce lo stesso effetto sul corpo se è mezzogiorno o se sono le dieci di sera. Per estensione, una compressa di magnesio presa la mattina al risveglio non agisce allo stesso modo la sera.
Ciascuno dei nostri organi ha un suo ritmo.
Sarà necessario stimolare le fasi di eliminazione e di disintossicazione e limitare le fasi di stoccaggio. Allo stesso modo, le calorie assunte la mattina non sono le stesse di quelle introdotte la sera. Rispettare questi pochi principi consente di non limitare il proprio corpo, facilitandogli il compito di perdere peso.
La nostra alimentazione ha subito più variazioni in 50 anni che in 50 secoli: è alla luce di questo dato che è possibile comprendere meglio l'origine alla base degli squilibri alimentari.
La qualità nutrizionale degli alimenti è diminuita insieme all'apporto di nutrienti essenziali. Per questa ragione diventa molto interessante pensare ai complementi alimentari per riequilibrare la bilancia.
In fatto di dimagrimento, se si fa appello alla cronobiologia, è possibile ottimizzare gli effetti di alcuni integratori antiobesità agendo sull'assimilazione dei pasti. Alcuni complementi, infatti, rispettano i ritmi naturali dell'organismo, potenziandone il funzionamento.
 Lo studio si fa attraverso una scala di autovalutazione: il VAS (scala visuale analogica) e la CRONOVAS, con un punteggio dall’ 1 al 10, dove 1 indica l’assenza di fame e 10 il massimo della fame. Il metodo prende in considerazione il ritmo cardiaco e il ritmo sonno – veglia.
L’ideale è fare colazione, pranzo, una merenda e una leggera cena. Se lasci che il tuo corpo non riceva cibo per molte ore (digiuno), non avrai mai un controllo del ciclo fame- sazietà, manterrai sempre il tuo corpo sotto stress metabolico, e ciò è totalmente negativo per la tua salute e per la corretta alimentazione.
Allontana la mente dal cibo: pensare in maniera ossessiva al cibo non aiuta a combattere gli attacchi di fame. Se l’attacco si presenta fra le 16 e le 18 ore, fai una passeggiata fuori, ascolta musica, leggi un buon libro, ma non restare a casa di fronte al frigo, perchè finirai certamente per mangiare di tutto. Se invece mantieni la mente occupata da qualche attività, la sensazione di fame incontrollabile sparirà.
Rispetta l’orario dei pasti: se non salti i pasti, ma anzi li fai in orari regolari, non cadrai in tentazione perchè non avrai fame. Chi consuma tutti pasti in orario regolare, tutti i giorni inclusi i fine settimana, ha un controllo maggiore sul ciclo della fame.
Mangia l’ alimento tanto desiderato in piccola quantità: il solo fatto di proibire un alimento che ti piace lo rende ancora più desiderabile, se invece quando hai voglia di mangiarlo lo fai in limitata quantità non soffrirai di ansia.
Rispetta i rituali del pasto: il fatto di restare seduti a tavola, mangiare, masticare molto e bene e consumare i pasti in un ambiente tranquillo e rilassante aiuta a controllare gli attacchi di fame.
Evita di mangiare cibi dolci nel pomeriggio: il mangiare dolci o alimenti con zuccheri nel pomeriggio produce più fame, perchè in quel periodo l’insulina si trova nel picco più alto a livello sanguigno e produce quindi una maggior sensazione di fame. Se mangiamo dolci aumentiamo ancora di più i livelli di insulina. Per combattere l’effetto mangia una mela o una verdura (finocchio, sedano, carota).
Come visto il gioco di bilanciamento fame-sazietà è molto complesso. Per attivare la sazietà è possibile utilizzare alcuni trucchi, quali la dieta proteica ipoglucidica (chetogena), perché i corpi chetogeni hanno un netto effetto riducente lo stimolo della fame. Per questo motivo è opportuno iniziare un percorso di dimagramento importante con una dieta proteica ipoglucidica.

Noi da circa 30 anni utilizziamo come supporto valido un mese, la graffetta antifame in grado di interagire con la zona ipotalamica (nucleo arcuato) e regolarne  la corretta funzione.


Siamo completamente contrari all’uso di farmaci antifame perché fino ad oggi il loro utilizzo è stato molto deludente. 

ABC Med © Dr. Renato Cappelletti | DISEÑO WEB - D.E.P. PRODUCCIONES DE TELEVISIÓN Y WEB