Iniziando a ragionare su un percorso nutrizionale, volendo attuare un processo critico propositivo può risultare efficace e propedeutico l’analisi della problematica obesità e dimagrimento.
L’obesità rappresenta oggi per una certa parte della popolazione umana (e non solo umana) un grave problema.
Indubbiamente l’obesità è il risultato finale di una dieta ipercalorica.
In realtà l’etimologia di obesità è più complessa derivando dal latino  - ob edo- che vuol dire mangiare   meno (quasi un controsenso), ma un’analisi più attenta chiarisce meglio il concetto sottile etimologico. Ob, più che meno indica: al di sotto, meno di quanto uno vorrebbe, cioè, mangiare senza saziarsi; l’obeso non è mai sazio, non raggiunge mai la sazietà è un eterno affamato. Questo rappresenta un concetto importante da analizzare.
Se la Fame è uno stimolo connaturato a tutte le specie viventi, essenziale per la sopravvivenza della specie stessa, la Sazietà rappresenta, invece, la giusta gratificazione al bisogno soddisfatto. Ho fame, mangio, mi sazio, sono soddisfatto! Ho fame, mangio, non mi sazio, non sono gratificato, continuo a mangiare, divento obeso!
Ecco intervenire nel panorama nutrizionale codificato, un aspetto secondario, di disturbo; la cosi detta terza dimensione. L’obeso di base potrebbe essere affetto da uno squilibrio di tipo gratificativo. Se così fosse, l’approccio dovrebbe essere alquanto specifico.
Dall’analisi critica (obesità) può scaturire facilmente l’obiettivo finale propositivo: dimagrimento.
Se obesità equivale a mangiare troppo, per dimagrire dovrebbe essere facile ed ovvio il percorso inverso: mangiare di meno e di conseguenza dieta ipocalorica. Ecco alcuni luoghi comuni: il contrario di grasso è magro; per dimagrire basta mangiare di meno e/o consumare di più; nessuno è uscito grasso da un campo di concentramento.
Tutti questi concetti, quasi scontati,  e già analizzati  altrove, rischiano di portare fuori strada, rendere difficile il raggiungimento dell’obiettivo finale.
Infatti per dimagrire non basta perdere peso che per molti equivale a distruggere la massa grassa.
Da un punto di vista metabolico il corretto dimagrimento non può essere inquadrato come evento catabolico distruttivo, ma al contrario va inquadrato come evento anabolico costruttivo. In   realtà l’etimologia di dimagrire è fin troppo banale: costruire massa magra.
L’obesità è un dato di fatto, una situazione statica, è solo un punto di partenza, mentre il dimagrimento è un evento dinamico, un percorso, forse, senza punto di arrivo, non bisogna mai fermarsi, mai smettere di costrure il magro. 
Dimagrire equivale a benessere a giovinezza a metabolismo anabolico e forse rappresenta l’esemplificazione del mito di Faust.  Anche per questo siamo tutti a dieta, siamo tutti travolti dal bisogno di essere migliori, in forma. Ma allora, quale dovrebbe essere il giusto percorso da obesità a dimagrimento?  Certamente sono da bandire tutti le metodologie ipercataboliche come estratti tiroidei o sostanze iodate, ipoglicemizzanti orali o ipocaloriche come  gli anoressizzanti vari.

fermarsi, mai smettere di costruire il magro. 

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