Non esiste prodotto più denigrato dello strutto. 
Nei suoi confronti è stato attuato un vero linciaggio senza che nessun uomo di scienza o di buon senso si sia opposto a questa assurda lapidazione. 
Eppure l’umanità ha pagato un conto salatissimo per questa  presa di posizione dei mass media che guidati da chissà chi hanno stravolto una cultura millenaria eliminando completamente l’uso di un prodotto che ad una attenta analisi risulta essere tra i prodotti più gustosi e sicuramente meno dannosi oggi utilizzabili. 
Con il suo declino sono aumentate a dismisura le malattie cardio vascolari; non è più raro la morte di ragazzi trentenni per infarto. 
Le malattie allergiche sono ormai diffusissime e così i tumori, ma lo strutto è scomparso dalla nostra tavola. 
Mentre gli scaffali degli alimentari s’incurvano sotto tonnellate di lattine di oli di semi ed in tutti i biscotti, merendine, creme spalmabili, cioccolatini etc etc trionfano gli oli ed i grassi vegetali vero cibo spazzatura, autentico attentato alla nostra e alla salute dei nostri figli, lo strutto è diventato introvabile, quasi contrabbandato da qualche macellaio che furtivamente vi fornisce  il vasetto che spesso un anno dopo sarà buttato integro senza essere stato mai usato.
Analizziamo scientificamente la composizione di 100 g. di strutto:
KCal. 902
Ac. grassi saturi  39,2 % (1,3% 14:0 – 23,8 % 16:0 – 13,5 % 18:0)
Ac. grassi monoinsaturi  45,1 % (2,7 % 16:1 – 41,2 % 18:1 – 1 % 20:1)
Ac, grassi polinsaturi 11,2 % ( 10,2 % 18:2 – 1% 18:3)
Ac. grassi trans 0 %
Colesterolo 95 mg.
Dovendo progettare un grasso ideale non sarebbe possibile una formulazione migliore e più equilibrata.
Certamente qualche problema esiste anche per la strutto ed è dipendente da quello che noi facciamo mangiare al maiale. 
Se il maiale si nutre di ghiande e prodotti del sottobosco il suo grasso può tranquillamente essere visto come prodotto salutistico, se i nostri maiali li alimentiamo con merendine scadute o mal riuscite o peggio ancora con mangimi miscelati con oli esausti, (purtroppo puntualmente avvenuto) i grassi che troveremo saranno pessimi perchè il maiale è quello che mangia. 
E’ importante a questo punto introdurre un concetto importantissimo  per la salvaguardia del benessere comune: l’ecologia dei lipidi.
I  lipidi rappresentano un gruppo di sostanze complesse che svolgono un ruolo importantissimo in tutti gli organismi viventi. Tali funzioni sono legate a equilibri complessi creatisi nel corso dei millenni di evoluzione biologica concretizzatesi in strutture specifiche. 
Alterare questa struttura complessa come avviene nella lavorazione industriale dei grassi e/o oli vegetali vuol dire creare le premesse per sicuri squilibri funzionali. 
Una volta  introdotto in un sistema biologico  o in una catena alimentare un prodotto alterato questo  si ritrova facilmente  a cascata in tutta la catena.
Una corretta dieta deve prevedere l’assunzione di ac. grassi e trigliceridi specifici in grado di ottimizzare sia l’apporto calorico che le peculiarità strutturali e funzionali dei lipidi (grassi saturi, monoinsaturi, polinsaturi ma solo in forma cis, fosfolipidi, colesterolo, ceramidi e precursori di autacoidi).
I lipidi rappresentano il capitolo più importante per ottimizzare un equilibrato sistema alimentare. 
Tutti i lipidi naturali sono indispensabili ad un ottimale equilibrio. Ridurre l’assunzione di alcuni prodotti a favore di altri può indurre conseguenze disastrose.
La campagna alimentare contro i grassi saturi e contro il colesterolo è priva di fondamenti scientifici e forse è stata manipolata ad arte per promuovere un certo stile di vita “moderno”.
Demonizzare il burro o il tuorlo d’uovo rappresenta  la sintesi di una “ignoranza” nutrizionale oggi non più tollerabile.
L’aver incentivato invece l’utilizzo di grassi vegetali come oli di semi e margarine ha sicuramente alterato la corretta omeostasi biologica creando tutta una serie di patologie o squilibri oggi molto frequenti tanto da essere ormai considerati “disturbi da civiltà.
L’eccessivo utilizzo nella dieta di oli di semi ha incrementato enormemente il pool di PUFA soprattutto in forma trans, finendo con l’alterare tutto il complesso sistema  dei prostanoidi  da essi derivati.
Inoltre l’eccessivo utilizzo di PUFA ha incrementato moltissimo lo stress ossidativo dei soggetti che ne fanno abituale uso a causa della Perossidazione lipidica cui tali lipidi sono soggetti. L’eccesso di PUFA Omega 6,  indotto da una squilibrata assunzione di oli vegetali non determina solo stess ossidativo ma complicanze anche peggiori.
Tali oli di origine industriale sono caratterizzati da alti livelli di ac. linoleico in forma trans che danneggia la Delta-6-Desaturasi e quindi il passaggio ad Ac. Gamma-linolenico con riduzione della produzione di PGE1. La riduzione di PGE1 determina perdita di controllo delle potenzialità aggressive delle PGE2 e quindi incremento di patologie da PGE2 (Fenomeni infiammatori, degenerativi,disreattivi).

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