Ormai inizia a farsi luce il concetto  che il colesterolo elevato è un sintomo correlato della cardiopatia e non la causa della patologia.
L’aumento di colesterolo deve essere interpretato come la messa in moto di un sistema difensivo contro un’aggressione, in cui l’assunzione di colesterolo è del tutto ininfluente.

La grave colpa della medicina moderna è senza dubbio l’aver prima messo sotto accusa e poi condannato senza esitazione e senza possibilità di appello non solo un innocente ma addirittura chi forse si è sempre battuto contro la vera causa del male.
Questo atteggiamento appoggiato da poteri forti cultural-scientifici-economici ha creato danni incalcolabili per tutta l’umanità.

Insieme al colesterolo sono stati individuati altri fiancheggiatori anch’essi etichettati come killer pericolosissimi, ovverosia i cosiddetti grassi animali saturi, banditi da tutti i mass media a favore dei più salubri, leggeri, delicati ….grassi vegetali, senza colesterolo e ricchi di ac. grassi polinsaturi.

E’ possibile rovesciare questo complotto e far trionfare la verità?

Ipotizziamo che il colesterolo invece che killer sia poliziotto. Se c’è una sommossa, un delitto, una rapina il poliziotto è presente. Secondo uno dei parametri scientifici più consolidati, per individuare un colpevole basta controllare se è sempre presente sulla scena, di conseguenza poiché il poliziotto non manca mai, è stata facile  la sua incriminazione e la sua condanna. Questa è stata la banale esemplificazione fatta dalla scienza medica verso il colesterolo.

Come si costruiscono le prove? Spesso ad arte.
La prova più utilizzata è stata la “correlazione tra colesterolemia (livello di colesterolo nel sangue) e rischio di danno cardiovascolare”.
Questa prova è falsa perché è una prova inesistente. Infatti nel sangue non esiste una colesterolemia.
Quando parliamo di colesterolemia  in realtà intendiamo una miscela di sostanze, le lipoproteine, costituite da molecole diverse, in rapporto sempre variabile.
Composizione delle lipoproteine HDL e LDL

Nelle lipoproteine HDL il Colesterolo quasi tutto esterificato si aggira sul 20 %, mentre nelle lipoproteine LDL può variare dal 40 al 50%, in parte libero ed in parte esterificato.
E’ possibile individuare in un gruppo così variegato un colpevole sicuro. La logica direbbe “no”.

Ancora più ridicola è la quantizzazione della colesterolemia: 234 diventa un incubo, 190 un segnale di riconquistata fiducia. Cosa sono in realtà questi numeri ? Una semplice ipotesi. L’esame non analizza la reale consistenza della molecola colesterolo circolante nel sangue, ma solo le lipoproteine.  Di conseguenza che valore prognostico possiamo attribuire ad  un parametro così poco specifico?
Analizziamo alcune ipotesi:

1- L’aumento di lipoproteine potrebbe essere in correlazione con aumentata richiesta di allontanare sostanze pericolose (effetto scavanger delle lipoproteine). Questa ipotesi è molto suggestiva e correlata da molte osservazioni. I prodotti in assoluto più dannosi per l’organismo non sono gli ac. grassi saturi ma quelli insaturi, perché estremamente instabili e facilmente mutabili nella forma trans (aperti)

In genere quando una sostanza è tollerata dal corpo si fissano delle dosi giornaliere accettabili (per esempio per il dolcificante aspartame è di 50 mg/kg, per il vino un paio di bicchieri al giorno ecc). Ebbene l'Institute of Medicine (IOM) of the National Academies of Sciences, Engineering, Medicine and Research Council americano ha proposto per i grassi trans un Tolerable Upper Intake Level (UL) di ZERO.

I grassi polinsaturi  naturali si trovano normalmente nella forma cis. Il processo di raffinazione degli oli vegetali, a causa delle alte temperature di certi processi, può introdurre una percentuale di grassi trans dannosi.
Ecco alcuni dati medi:
Margarina non spalmabile: 20-50%
Margarina spalmabile: 15-28%
Oli di semi: 2-7%
Dolci di pasticceria con grassi vegetali idrogenati: 30-60%
Oli parzialmente idrogenati usati nei fast food: 15%
Patate fritte (fast food): 45%
Questri sono i veleni (cibi spazzatura) che noi introduciamo normalmente e che il povero colesterolo è costretto a ripulire.

2- La produzione di colesterolo aumenta in risposta all'indebolimento della struttura delle arterie del cuore e all'esigenza della loro "riparazione" biologica. La ragione più frequente di tale indebolimento risiede in una ridotta produzione di collagene, il materiale che costituisce le pareti dei vasi sanguigni, provocata da un insufficiente apporto di micronutrienti nella dieta, ad esempio vitamina C, lisina, vitamina B6, rame e altri elementi. Se questi nutrienti mancano, il colesterolo inizia a depositarsi nelle arterie; con il tempo, il flusso sanguigno si riduce, con conseguenti infarti e ictus. La soluzione ovvia non è ridurre l’apporto di colesterolo ma aumentare le capacità plastiche dell’organismo. La migliore terapia contro l’ipercoleterolemia è una adeguata dieta proteica.

3- Il colesterolo svolge un’azione antiossidante. Ormai è acclarata la correlazione esistente tra stress ossidativo e danno arteriosclerotico. Se l’aumento di colesterolo fosse in relazione a questa problematica, immaginiamo il danno che può essere indotto dalla obbligata riduzione della colesterolemia? Sicuramente il colesterolo svolge un’azione di stabilizzazione delle membrane cellulari ricche di ac. grassi polinsaturi, Ciò spiega perché il cervello è ricchissimo di colesterolo e ciò potrebbe anche spiegare la presenza di colesterolo nelle lipoproteine adibite al trasporto di trigliceridi forse anomali e di fosfolipidi tutte sostanze a rischio perossidativo.

Non lasciamoci ingannare da facile pubblicità. Valutiamo con molta attenzione la moda dilagante di prodotti a base di fitosterolicon azione poco studiata sull’organismo animale ed umano. Utilizziamo solo prodotti naturali come olio extravergine di oliva ma anche burro e strutto prodotti sicuramente migliori dei tanto pubblicizzati oli vegetali.

E’ necessario rivalutare con spirito critico propositivo tutto quanto ci è stato artatamente inculcato da scienza e mass media.
Un esempio banale tra tutti: le uova. Sono tutti concordi scienza e mass media che le uova ed in particolare il tuorlo sia estremamente rischioso per la salute perché contiene molto colesterolo e ciò è bastato alla sua condanna inappellabile.
Sarebbe bastata da parte di qualche medico responsabile, dotato di spirito critico non accettare supinamente il verdetto ma verificarlo, per scoprire l’enorme falsità della sentenza.
Il tuorlo dell’uovo è ricco di colesterolo in rapporto alla ricchezza di lipidi complessi tra cui fosfolipidi e lecitine che lo compongono. Tali lipidi complessi rappresentano una fonte indispensabile per il benessere dell’organismo è non invece prodotti da evitare.

L’uovo è indispensabile al nostro benessere in dosi opportune che possono raggiungere, ovviamente sotto adeguato controllo medico clinico, le due tre uova al giorno.

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