Spinte dalla sempre maggior coscienza alimentare dei consumatori, sempre più aziende stanno abbandonando l'uso di grassi idrogenati a favore di sostanze meno dannose.
Alcune aziende ormai da anni hanno detto no ai grassi idrogenati, altre hanno fatto dietrofront più recentemente, assumendo una posizione ben poco coerente, visto che ora affermano con decisione la nocività dei grassi idrogenati, quando li hanno usati per anni, spacciando i loro prodotti per genuini: prima non sapevano che erano dannosi?
La situazione, quindi, apparentemente è migliorata, purtroppo però il salto di qualità è stato molto "corto" in quanto in molti casi si è passato dall'ultimo gradino nella scala di qualità dei grassi al penultimo (cibo spazzatura).
Per esempio alcune aziende che pure investono molto in prodotti pseudo salutistici hanno abbandonato la margarina classica  sostituendola con margarina non idrogenata. Molti consumatori, a questo punto, sono andati in crisi, non sapendo più che pesci prendere:
 - se la margarina andava evitata in quanto idrogenata, quella non idrogenata va evitata o no?
Cos'è la margarina non idrogenata
I grassi di origine vegetale sono mediamente più ricchi di grassi insaturi di quelli animali. Questo comporta 2 fenomeni importanti:
- i grassi di origine vegetale sono liquidi a temperatura ambiente, quelli di origine animale sono solidi;
- i grassi di origine vegetale si deteriorano più in fretta.
L'idrogenazione è un processo che consente di rendere solidi gli oli, saturando i grassi insaturi.
 Il processo di saturazione è molto utile per l’industria poiché consente di produrre margarina (idrogenata), un grasso vegetale che può sostituire il burro a costi inferiori e consente di prolungare la vita commerciale dei prodotti prolungandone la scadenza.
Non esiste solo l'idrogenazione per rendere solido un grasso che in natura si presenta liquido, anche il frazionamento è in grado di farlo.
Il frazionamento è un processo fisico (un trattamento che implica solo l'uso della temperatura e della pressione, senza sostanze chimiche) in grado di separare la parte satura di una sostanza grassa da quella insatura. La parte satura, che ha tutte le caratteristiche desiderate in una margarina (solida a temperatura ambiente, poco deperibile) viene utilizzata per produrre la margarina non idrogenata.
Entrambe le procedure anche se con gravità diversa rappresentano una evidente mistificazione, perchè se da una parte si esaspera il concetto della nocività dei grassi animali perchè saturi, d’altra parte si incentiva la vendita di margarine vegetali, descrivendole come leggere e salutistiche, mentre in realtà si è creato un prodotto saturo sicuramente molto più nocivo dei così detti grassi animali.
La margarina non idrogenata è salutare?
La risposta è ovvia e senza alcun dubbio: NO!
Oggi per risolvere il problema dei grassi vegetali idrogenati o frazionati si è intrapresa una strada che sicuramente è ancora più pericolosa di quella che si vuole abbandonare e ci riferiamo all'utilizzo di oli tropicali (di palma e di cocco), spontaneamente ricchi di ac. grassi saturi, non bisognevoli di idrogenazione. Mentre per gli oli di semi venivano utilizzati terreni agricoli normali, per l'olio di palma è in corso una vera deforestazione che sta distruggendo gran parte della foresta pluviale del sud est asiatico con danni incalcolabili all'eco sistema terra. Dovrebbe far riflettere quanto danno comporta la scelta di non utilizzare grassi animali, soprattutto se inteso come fatto etico, incentivando invece il consumo di prodotti che stanno arrecando un danno forse irreparabile per il nostro pianeta.
Quando si valuta la bontà di un prodotto, la qualità dei grassi utilizzati dovrebbe essere il parametro più importante, mentre tutti omettono di fornire anche le più semplici informazioni sui grassi utilizzati. 
Per poter scegliere in modo corretto l’uso di una sostanza grassa possiamo indicare una scala di valori alla quale attenersi per evitare prodotti di scarsa qualità o peggio dannosi per la salute.

In ordine decrescente di qualità, troviamo:
1) oli/grassi estratti meccanicamente: olio extravergine, burro e altri oli vegetali estratti meccanicamente e non per raffinazione;
2) grassi estratti a caldo moderato senza raffinazione (strutto).
3) oli/grassi vegetali (oli di semi, oli vegetali, grassi vegetali, ecc) estratti per distillazione e sottoposti a rettificazione e/o raffinazione;
4) margarina non idrogenata;
5) margarina idrogenata e oli/grassi vegetali parzialmente idrogenati.
Solo i primi due possono essere considerati edibili. Tutto il resto è spazzatura.

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