TUMESCENZA FREDDA
Nella misura in cui le leggi della matematica
 si riferiscono alla realtà non sono certe. 
E nella misura in cui sono certe, non si riferiscono alla realtà.
A. Einstein (Geometry and Experience)

La tumescenza fredda come tecnica di anestesia locale nasce agli inizi degli anni 90 da una intuizione del dott. R. Cappelletti anestesista rianimatore, ma anche tra i primi ad essersi interessato di liposuzione no dry, con la sperimentazione e la messa a punto di una particolare forma di soluzione preparatoria all’intervento stesso.
Grazie a tale soluzione viene sperimentata una innovativa metodica di lipoaspirazione, il lipolifting presentato poi nei maggiori congressi di chirurgia estetica.
Dall’esperienza realizzata con la metodica del lipolifting nacque l’intuizione di utilizzare la tumescenza fredda anche nella chirurgia di superficie, grazie all’osservazione della straordinaria risposta emodinamica creata dalla tumescenza fredda, con campo chirurgico praticamente esangue, e della contemporanea analgesia locale ottimale.
Ma i vantaggi di tale metodica non si limitano a questo; grazie alle tumescenza fredda per la prima volta è stato possibile utilizzare l’anestesia infiltrativa anche per superfici molto estese prima impossibili da trattare in anestesia locale  per la necessità di impiego di dosaggi troppo elevati e quindi potenzialmente pericolosi di anestetici locali.
La tumescenza fredda consente di trattare localmente superfici impensabili fino alla sua messa a punto con scarsissimo disagio per il paziente, ridottissimo stress chirurgico, minime complicanze post operatorie.
La soluzione base è costituita da Lidocaina cloridrata 2% 50 ml pari ad 1 g. + adrenalina 1 mg, il tutto diluito in soluzione fisiologica 1000 ml molto fredda (3-5 °C). Si realizza così una soluzione anestetica diluita  di Lidocaina allo 0,1%, assolutamente inefficace secondo la farmacopea internazionale, se utilizzata a temperatura ambiente.
La novità inattesa è stata la trasformazione della risposta alla variazione della temperatura di utilizzo, probabilmente per l’intervento di una risposta biologica non più chimica ma fisica (soluzione fredda).
Dopo oltre 25 anni di utilizzo della tumescenza fredda, possiamo affermare con un certo orgoglio che essa è in grado di rivoluzionare la chirurgia di superficie soprattutto la chirurgia estetica ricostruttiva. Oggi un gruppo di chirurghi plastici ha fatto propria la metodica, diventando  convinti fans della tumescenza fredda, presentata già in alcuni congressi, con purtroppo poco apprezzamento da parte dei colleghi, essendo i risultati in qualche modo poco credibili in rapporto all’esperienza maturata da ognuno.

Tenendo conto di tutto questo abbiamo pensato di creare un gruppo di lavoro disposto a collaborare con colleghi interessati alla metodica, promuovendo dimostrazioni in diretta, stages e quant’altro utile all’approfondimento, alla conoscenza e soprattutto alla divulgazione d ella tumescenza fredda, una metodica che potrà dare un nuovo contributo all’evoluzione della chirurgia di superficie.


Bibliografia:



R. CAPPELLETTI: ANESTESIA PER INFILTRAZIONE CON SOLUZIONE ANESTETICA FREDDA E DILUITA; Atti 49° Congresso Nazionale SIARTI Sorrento settembre 1995 Vol. 61, Suppl 2 N. 9  pag 11




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