La Piramide Eudinamica  o piramide benessere ideata dal dott. Renato Cappelletti,  ha come obiettivo di evidenziare in modo immediatamente percepibile concetti anche complessi, racchiudendo in una sola immagine la rappresentazione di una filosofia frutto di una lunga elaborazione.
Il termine piramide deriva da greco puramis – πυραμίς  che significa letteralmente "della forma del fuoco" (da pyr- fuoco), utilizzato anche per indicare i classici monumenti funebri egizi ed infine utilizzato per individuare una forma geometrica a base quadrata e a pareti triangolari.
La piramide è una figura tridimensionale, mentre quasi tutte le piramidi nutrizionali sono rappresentate su un piano bidimensionale. La Piramide Eudinamica si rifà proprio al concetto tridimensionale della figura geometrica (vedi fig. 1), ma anche al concetto energetico di fiamma e quindi di trasformazione.
La facciata frontale o facciata alimentare, la più articolata evidenzia uno sviluppo orizzontale qualitativo, specifico per i tre macronutrienti (glucidi, protidi, lipidi) intermezzato da spazi funzionali come acqua, fibre, antiossidanti, integratori e GLA (Ac. γ-linolenico)
Tale suddivisione vorrebbe idealmente rappresentare un mobile cassettiera dove poter attingere tutto ciò che è utile per la nostra alimentazione sia come macroalimenti (glucidi, protidi, lipidi) che come alimenti funzionali (acqua e fibra; antiossidanti; fitoterapici, vitamine ed integratori; GLA – Ac. Gamma Linolenico).
La base della facciata della piramide alimentare è rappresentata dal cosidetto livello basale rappresentato dal Latte Materno attraverso le sue varie trasformazioni, da colostro a latte maturo. Sul modello della variabilità dinamica del latte materno è stata formulata la nostra Ipotesi Nutrizionale.
Colostro : = Glucidi 40 % Protidi 23 % Lipidi 37 % ;
latte di transizione: = Glucidi 45% Protidi 11 % Lipidi 44 %; 
latte maturo: = Glucidi 46% Protidi 7% Lipidi 47 %; 
Nel primo livello orizzontale troviamo
per i glucidi: frutta fresca, verdure fresche, cereali integrali; 
per le proteine: l'albume e derivati del siero del latte;
per i lipidi: l'olio extra vergine d'oliva.
Tali prodotti dovrebbero entrare nella dieta giornaliera in percentuale variabile tra loro in base al momento metabolico ed alle esigenze nutrizionali. Per poter determinare la quantità dei vari nutrienti è stato proposto un approccio volumetrico tridimensionale dato dalla grandezza della piramide individuale (apporto nutrizionale totale calorico), suddiviso in percentuali specifiche per singole classi di nutrienti, determinate dalla grandezza dei singoli cassetti ove idealmente sono riposti tutti i nutrienti. I tre cassetti del primo livello (glucidi, protidi e lipidi) avranno una altezza, evidenziata sulla parete laterale sn della piramide pari al 30% ed una larghezza variabile in rapporto a momenti metabolici specifici che esamineremo oltre (30-60% per i glucidi, 10-40% per i protidi, 25-35% lipidi), come evidenziabile nella parete posteriore.
La grandezza del cassetto, variabile in rapporto alle condizioni di ogni singolo soggetto, viene determinata quindi, dalla lunghezza della base, specifica per ogni soggetto utilizzatore,  dall’altezza individuata sulla parete laterale sinistra da un riferimento percentuale in rapporto a parametri qualitativi del prodotto da utilizzare e dalla larghezza  variabile per singoli macronutrienti. La dieta ideale prevede l’utilizzo di tutti i cassetti rappresentati.
Nel secondo livello orizzontale troviamo
per i glucidi: tuberi e radici ad alto indice di amidi (patate, carote.... ), riso, farine biologiche non depauperate in fattori biologici (non trattate termicamente), legumi da utilizzare in modo alternato e variato e dopo adeguato bagno per eliminare le agglutinine; 
per le proteine: il pesce collagenico (polipi, calamari, seppie)  e prodotti collagenici diversi (trippa e nervetti);
per i lipidi l'uso di grassi naturali anche di tipo animale quale burro e strutto, unitamente ai cosidetti grassi invisibili presenti naturalmente in molti cibi.
Per la probabile polemica sull’utilizzo di grassi animali e del divieto di utilizzo di tutti i grassi vegetali estratti non a freddo ma mediante distillazione si rimanda all'approfondimento presentato sui lipidi.
Come il primo livello anche il secondo prevede utilizzi percentualmente diversi tra i vari macronutrienti in base alle condizioni del soggetto, mentre l’apporto calorico di tale livello deve rappresentare circa il 25% della dieta giornaliera.

Il terzo livello orizzontale prevede
per i glucidi:  farinacei diversi sotto forma di pane, pasta e similari; 
per i protidi l'uso di formaggi freschi e carni o pesce;
per i lipidi:  tuorlo d'uovo un vero toccasana perché ricchissimo di lecitine ad altissimo valore biologico.  Tale livello può costituire il 20 % dell'apporto calorico della dieta giornaliera.
Il quarto livello orizzontale prevede
per i glucidi: miele,  zucchero integrale,  frutta secca;
per i protidi: formaggi stagionati e carni o pesce conservati integri o in parti intere, mediante stagionatura, salatura, affumicamento, bollitura ... (bresaola, prosciutto, baccalà, salmone, carne in scatola, tonno) o insaccate (salumi) ovviamente senza l’uso di conservanti industriali;
per i lipidi:  l'uso di frutta oleosa ma anche cioccolata pura per la presenza di burro cacao una miscela lipidica importante per l’essere umano. Tale livello può rappresentare il 15% dell'apporto nutrizionale giornaliero.

Il quinto livello orizzontale è dedicato al dolce, al voluttuario, ai piaceri della tavola. Questo livello è essenziale per un ottimale equilibrio psicofisico e deve essere sempre tenuto nella giusta considerazione. Anche in questo caso è giusto fare riferimento alla conservazione di un buon equilibrio tra i vari costituenti verticali, quali proteine (ricotta, uova) zuccheri (miele, zucchero integrale) grassi naturali (olio extra vergine, burro ma anche strutto). Un vero dramma della nutrizione così detta voluttuaria (prodotti dolciari) è dato dall’utilizzo quasi obbligato fatto dall’industria dolciaria anche di buon livello di oli e grassi vegetali industriali.
Tra il primo ed il secondo livello orizzontale è rappresentato uno spazio dedicato all'acqua ed alle fibre, due fattori essenziali della nutrizione che saranno adeguatamente trattati in un capitolo proprio.
Tra il secondo e terzo livello orizzontale è previsto uno spazio dedicato agli antiossidanti, elementi essenziali nella formulazione di una dieta. Tutto questo mira a evidenziare il ruolo centrale del cibo e di un corretto sistema di vita dove la nutrizione riveste un ruolo essenziale come fattore di protezione primario.
Tra il terzo e quarto livello orizzontale è previsto uno spazio dedicato alla supplementazione mediante fitoterapia, vitamine, integratori, e tutti quei fattori di tipo preventivo in grado di correggere normali deficit di tipo costituzionale o ambientali. Il benessere è frutto di un equilibrio complesso che deve essere supportato in modo adeguato, ovviamente con giusto equilibrio.
Tra il quarto e quinto livello è previsto uno spazio dedicato al GLA o ac. gamma linolenico, un particolare ac. grasso Omega 6, precursore delle prostaglandine tipo 1, le prostaglandine in grado di interferire e modulare l'azione delle prostaglandine tipo 2 o prostaglandine "cattive".  Questo prodotto riveste un ruolo fondamentale per il benessere. Anche questo argomento è dettagliatamente trattato in un capitolo specifico.
La seconda Facciata della Piramide Eudinamica riporta quindi la quantizzazione orizzontale dei macronutrienti, determinando l’altezza del cassetto. Non esiste un prodotto ottimale, tutti gli alimenti previsti dalla Piramide Eudinamica hanno pari dignità anche se utilizzabili in percentuali diverse.
La terza Facciata della Piramide Eudinamica  riporta la quantizzazione verticale dei macronutrienti (glucidi, protidi, lipidi) determinando la larghezza del cassetto. Tutte le diete sono basate su un concetto statico che prevede utilizzi standardizzati di macronutrienti. La dieta mediterranea ad esempio prevede circa 60% di glucidi, 10% di protidi, 30% di glucidi, questo sia che ci si riferisca ad un giovane 15enne sia che si tratti di un ottuagenario. La dieta a Zona, anch’essa statica prevede invece il classico sistema 40-30-30. La dieta Eudinamica per la prima volta, invece, cerca di formulare una dieta con quantizzazione variabile dei macronutrienti in rapporto a specifiche condizioni (età, condizioni generali, attività….). Questa variabilità determina la larghezza del cassetto dei singoli macronutrienti.
La nostra salute, moltissime malattie, l’invecchiamento, i problemi di intolleranze o di sovrappeso,  i nostri stati d’animo quali depressione, irascibilità, ansia, insonnia, sono legati alla nostra alimentazione ma anche ad un certo tipo di stile di vita. Dieta e stile di vita devono assolutamente essere correttamente integrati per realizzare un vero percorso benessere.
La Piramide Eudinamica ideata dal dott. R. Cappelletti vuole rifarsi al concetto ippocratico di Δίατα (Diaita = Sistema di vita): La Dietetica Ippocratica  aveva una visione più ampia rispetto al significato moderno: essa indicava non solo prescrizioni di regime alimentare, ma coinvolgeva aspetti diversi proponendo una condotta di vita per preservare la salute del corpo,  basata sull’osservanza di leggi di vita basilari mediante l’adesione ad una vita regolata. Principi basilari erano: una corretta nutrizione, un adeguato movimento fisico e una costante cura del corpo, della mente e dell'anima.
Per poter rappresentare al meglio questo concetto allargato di Diaita è stata ideata la quarta facciata la cui rappresentazione vuole evidenziare la stretta interconnessione tra nutrizione e stili di vita.
Base della facciata degli Stili di Vita è rappresentata dal corretto rapporto fame sazietà e quindi di buon rapporto con il cibo. Curare questo aspetto, promuovendo una corretta educazione alimentare è indispensabile per il benessere psicofisico.
Il Secondo Livello degli Stili di Vita è dedicato all’Esercizio Fisico. Dieta e Movimento rappresentano sempre più un binomio imprescindibile per un corretto Percorso Benessere. L’esercizio fisico ben programmato garantisce un livello di benessere ottimale
.Il Terzo Livello degli Stili di Vita coinvolge la gestione ed il controllo dello Stress Ossidativo. Il controllo e la gestione dello Stress Ossidativo  non può solo basarsi su un congruo utilizzo di Antiossidanti (fase nutrizionale) ma deve prevedere anche un corrispondente adattamento ed adozione di Specifici Stili di Vita. I danni da stress ossidativo sono tra i più importanti fattori di squilibrio biologico e decadimento fisico mentale. E’ necessario pertanto intervenire su entrambi i versanti.
Il Quarto Livello degli Stili di Vita  coinvolge l’Esercizio Mentale, un allenamento specifico e costante per ottimizzare la nostra crescita psicoaffettiva. Esistono  tutta una serie di esercizi per allenare la mente a disinquinarsi, ad essere sempre in forma.
Oggi ha iniziato a farsi luce una nuova disciplina dal nome impronunciabile: psiconeuroendocrinoimmunologia abbreviata in PNEI che studia le reciproche interazioni tra sistema nervoso, endocrino ed immunitario. Tutti questi sistemi interagiscono tra loro influenzando il nostro stato di malattia ma anche di benessere.
Il Quinto Livello degli Stili di Vita promuove l’attitudine ad essere positivi, ottimisti, base indispensabile per un ottimale benessere.
Un corretto percorso nutrizionale deve centrare  tre obiettivi base:
 - garantire un corretto Apporto Calorico (Kcal),
 - assicurare una buona Fase Plastica,
 - promuovere una efficace Azione Protettiva.
Per i così detti paesi industrializzati l’ Apporto Calorico più che essere un problema quantitativo è un problema qualitativo. Il rischio maggiore è l’utilizzo di un eccesso di Kcal soprattutto a base di prodotti spazzatura (cibi raffinati, conservati, oli e grassi raffinati, bibite zuccherate) con gravi ripercussioni sulla salute e sul benessere.
Per i singoli macronutrienti nei vari cassetti, partendo dalla base a salire  troviamo
 - per i Glucidi (40-60%) frutta verdura e cereali integrali; tuberi, riso e farine biologiche; farinacei selezionati; miele, alcool, zucchero e frutta secca; un piccolo cassettino è dedicato alla voluttuosità e ai dolci;
 - per i Protidi (15-30%) una selezione di proteine ad alto valore biologico: albume e ricotta; carne e pesce collagenico (trippa, testina, nervetti, polipi, calamari, seppie), formaggi freschi carne e pesce, ma anche formaggi stagionati e carni e pesci conservati con metodi naturali quali salatura ed essiccazione.
Per promuovere una buona fase plastica è  necessario capire come realmente funziona il nostro sistema metabolico. Se nella fase iniziale della nostra vita e fino ai 18 anni circa, siamo tendenzialmente anabolici e quindi molto facilmente siamo in grado di ottimizzare la fase plastica, con l’avanzare degli anni tale capacità anabolica si riduce progressivamente. L’invecchiamento altro non è che la perdita di capacità plastica. Per contrastare tale declino ritenuto fisiologico, può essere di grande aiuto una corretta condotta nutrizionale in grado di indurre un incremento di capacità anabolica e quindi plastica. Per questo motivo la dieta eudinamica non è statica ma adegua la formulazione nutrizionale al variare delle condizioni metaboliche.

 - per i Lipidi  (25-35% del valore calorico) la Piramide Eudinamica non prevede l’utilizzo in nessuna forma di oli e grassi vegetali ottenuti per distillazione, considerandoli cibi spazzatura tra i più dannosi, mentre riabilita, posizionandoli addirittura al 2° posto i grassi animali (burro e strutto) se estratti in modo naturale. Anche il tuorlo d’uovo (colesterolo) e il burro cacao entrano di diritto nella dieta eudinamica.prelevare per realizzare una vera dieta benessere.

ABC Med © Dr. Renato Cappelletti | DISEÑO WEB - D.E.P. PRODUCCIONES DE TELEVISIÓN Y WEB