Perché non si è ancora raggiunto il momento della verità?

Tutte le diete fino ad oggi proposte si basano su un principio soggettivo statico, che tende ad uniformare il più possibile il sistema nutrizionale adottato. 
Con l’adozione di un sistema statico si tende a dimostrare la affidabilità del sistema in grado di rispondere a parametri ben stabilizzati creando ovviamente il gruppo degli estimatori ma anche il gruppo degli oppositori.

La dieta più che un riferimento scientifico diventa oggetto di passione se non di fede, perdendo i riferimenti per un confronto costruttivo. Esempio tipico è la “dieta mediterranea”. Criticarla può equivalere a farsi molti nemici. Ma quanti sanno cosa è realmente la dieta mediterranea? Se il riferimento è alla dieta dei nostri genitori quella attuale è purtroppo tutt’altra cosa. Farina integrale macinata fresca, verdure fresche, frutta di stagione, olio di frantoio, molto maiale, e soprattutto molto lavoro. Abbiamo già analizzato altrove il fattore età di una popolazione profondamente cambiata.

Se l’analisi deve essere emozionale, sicuramente non porta da nessuna parte, mentre se l’analisi diventa oggettiva, forse sarà abbastanza facile cogliere dei dati significativi. 
Il sistema più semplice fino ad oggi utilizzato per misurare l'adeguatezza di una dieta è stato basato sul calcolo dell'apporto calorico. In un adulto una dieta al di sotto delle 1500 Kcal è insufficiente, ma le Kcal. non bastano per definire anche la così detta piramide nutrizionale, e soprattutto il rapporto che deve esistere tra i vari gruppi di nutrienti (glucidi, protidi, lipidi). Un parametro secondario è diventato il parametro essenziale e a volte unico delle varie formulazioni nutrizionali.

La dieta ipocalorica è diventata la regola base per ogni regime dimagrante. La quantizzazione dei macronutrienti e soprattutto la giusta proporzione tra i vari nutrienti dovrebbe essere la base di ogni corretto protocollo nutrizionale. Tale quantizzazione è diversa in base alla cultura, alla struttura sociale e/o alle esigenze climatiche ed ambientali delle varie popolazioni. Diete specifiche erano state previste in passato, per addetti a grandi opere,  in grado di coinvolgere migliaia se non decine di migliaia di individui sottoposti a sforzi enormi e a grande promiscuità quali ad esempio le maestranze coinvolte nella costruzione delle piramidi, oppure per i soldati costretti a spostamenti rapidi ed in condizioni climatiche estreme ed ancor più, ad es. in Grecia per gli atleti, come si evince dallo studio di alcuni scheletri ritrovati in tombe di atleti.
Con l’età moderna si è perso sempre più il concetto dinamico di dieta per giungere a schematizzazioni a volte veramente banali. Tutte le diete possono essere riassunte in formulazioni tipo, riportando semplicemente le percentuali dei vari macronutrienti in ordine di Zuccheri o glucidi, Proteine o protidi, Grassi o lipidi nella composizione globale della dieta. 

In tal modo osserviamo formulazioni tipo 60-15-25, 50-15-35, 40,30.30. La differenza tra tali semplici formulazioni è enorme, in grado di stravolgere completamente un sistema dietetico.
 Quale dovrebbe essere la formulazione ottimale? Abbiamo già detto che la quantizzazione ottimale dei macronutrienti è diversa in base alla cultura, alle esigenze climatiche ed ambientali delle varie popolazioni e dobbiamo aggiungere anche in base alle varie fasi di sviluppo dell'organismo e ancora in base alle mutate condizioni sociali. 
Una società che tende ad invecchiare non può permettersi il lusso di utilizzare un sistema dietetico catabolico. Il sistema 55-15-30 o dieta mediterranea è stata un'ottima dieta per i nostri genitori, vissuti in una società sicuramente molto più giovane di quella attuale e che avevano bisogno di un particolare apporto calorico energetico per sostenere una grande attività fisica, ma certamente non può essere ottimale per la popolazione attuale, molto più invecchiata e sicuramente più sedentaria.

La Dieta Mediterranea ha sicuramente delle ottime caratteristiche protettive essendo ricca di vegetali ma è indubbiamente catabolica. I nostri genitori a 40 anni cominciavano ad essere anziani. Oggi è impensabile una simile condizione ed allora è necessario mettere in campo una formulazione dietetica diversa selezionata per le attuali esigenze sociali e culturali. Non può esservi una unica dieta, una formulazione per tutti gli stadi della vita, ma al contrario occorre formulare un sistema in grado di ottimizzare tutti gli stadi fisiologici dell'evoluzione individuale compensando le normali carenze presenti nelle varie fasi di sviluppo.

La dieta di un adolescente dovrà essere diversa da quella di un adulto e quest'ultima diversa da quella per un anziano. La dieta di chi è già in forma deve essere diversa da chi cerca di entrare in forma. Tutte le formulazioni statiche, precostituite sono concettualmente inadeguate. La dieta deve essere un qualcosa di dinamico o ancora meglio di eudinamico per realizzare un risultato positivo. 

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