Perché è così difficile portare a termine una dieta?

La risposta è stata già elaborata abbastanza chiaramente  in quanto sopra esposto. 
Se le conoscenze  che noi abbiamo di un sistema non sono corrette, difficilmente sarà possibile creare un programma finalizzato a raggiungere una certa meta. 
In caso di dieta, l’obiettivo finale è ovviamente raggiungere un determinato peso forma. 
Ma cosa determina il peso. Sicuramente non il grasso o solo il grasso, ma un insieme di fattori che sono il grasso, il magro (ossa, pelle, muscoli, organi interni) e l’acqua.

Perdere peso quindi non equivale a perdere grasso, anzi, molto spesso avviene il contrario, ma la perdita di peso può essere a discapito di uno o più comparti che formano la massa corporea. Con una dieta ipocalorica tradizionale (dieta catabolica) la perdita di peso coinvolge soprattutto il comparto cosi detto nobile (massa magra ed acqua) mentre tende a risparmiare il comparto massa grassa che dovrà servire da riserva energetica.
Con un regime alimentare ipocalorico si determina un rapido depauperamento del comparto acqua e della massa magra, con conseguente rallentamento di tutte le funzioni biologiche che entrano quasi in letargo. 

La amenorrea da dieta ipocalorica è la risposta ovvia ad un regime squilibrato e carente, ma anche la osteoporosi da dieta è sempre più frequente. 
In questo modo la dieta non riesce a ricostituire un sistema equilibrato ed autonomo, ma solo un momentaneo adattamento ad un regime squilibrato ed appena possibile ripristina le condizioni pregresse magari aumentando le capacità di riserva (massa grassa).

Non creando un sistema nuovo ed equilibrato le diete tradizionali ipocaloriche si limitano solo ad indurre temporanee riduzioni di peso, aggravando però la così detta fase catabolica e condannando sempre più l’organismo ad una lotta impari. 

Più si sta a dieta più si tende ad ingrassare.

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