Due persone, poste nella medesima situazione di sofferenza, come un lutto, una grave menomazione, una perdita affettiva o sottoposte ad eventi catastrofici come una guerra, una alluvione, un terremoto, ma anche a situazioni avverse riscontrabili quotidianamente, reagiscono con modalità differenti a tali sofferenze, chi in modo positivo e propositivo ed in questo caso parliamo di ottimismo, chi in modo negativo, di totale chiusura e nichilismo (pessimismo).
L'ottimismo è un atteggiamento che si realizza nel pensare e nel vivere; nel vivere riguarda l'esistenza e il modo di comportarsi ed agire con il prossimo e la società; nel pensiero porta a sviluppi complessi che concernono anche la filosofia.
Esso è perciò un modo di pensare, un modo di sentire e un modo di vivere, dove la visione che se ne ha è la positività, o quantomeno il suo prevalere sulla negatività.
L'ottimismo si contrappone al pessimismo;  quest'opposizione è raffigurabile con il quesito del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Nel definire cos’è l’ottimismo possiamo iniziare col dire che è un’arte di vivere che fa bene sia alla mente sia al corpo. L’ottimismo quindi è indispensabile per il benessere.
Essere ottimista è un vantaggio: anzitutto gli ottimisti sono in generale più felici della media, anche quando si trovano in situazioni difficili; per esempio le donne ottimiste soffrono meno spesso di depressione post partum, inoltre è stato dimostrato che gli ottimisti, indipendentemente dal livello di felicità di base, gestiscono le situazioni difficili cercando diversi modi per risolverle e questo contrariamente a ciò che spesso si pensa, ossia che gli ottimisti fuggano la realtà.
Analisi statistiche hanno dimostrato che sono i pessimisti ad usare soprattutto strategie di evitamento nelle situazioni difficili, ossia tentano spesso di nascondere i problemi e non hanno fiducia nelle proprie capacità per risolverli, anzi non tentano neanche di risolverli.
L’ottimismo migliora anche la nostra forma fisica, rallenta lo sviluppo di alcune malattie, aumenta le difese immunitarie e si suppone, da alcuni risultati scientifici, che gli ottimisti vivano più a lungo.
Oggi è stato coniato un termine nuovo per identificare l’ottimismo che include anche un concetto nuovo di impostazione mentale: la resilienza – resiliency, coniato negli Stati Uniti e che racchiude le idee di elasticità, vitalità, energia e buon umore.

Si tratta di un processo complesso sia mentale che fisico, un insieme di fenomeni in sinergia armonica, grazie ai quali il soggetto più facilmente riesce ad emergere in un contesto affettivo, sociale e culturale.

La resilienza non si acquisisce una volta per tutte, ma rappresenta un cammino da percorrere: l'esistenza è costellata da prove, ma la resilienza e l'elaborazione ottimistica dei conflitti consentono, nonostante tutto, di continuare il proprio percorso di vita.
E questo è il percorso che si prefigge di proporre la Piramide Eudinamica per raggiungere il benessere. L’ottimismo è stato posto al vertice della piramide degli stili di vita proprio perché senza di esso, a nulla servirebbe l’adesione al resto del programma.
In un mondo cinico ed affollato di squali pronti ad approfittare di qualsiasi punto debole dell’avversario, l’ottimismo viene visto come un modo di essere fuori moda per ingenui, spesso ridicolizzati, mentre i pessimisti sembrano più affidabili e razionali.
Ma l’ottimismo non è un’illusione psicologica, né un sinonimo di entusiasmo forzato, né una forma di negazione della realtà.
Dunque ottimismo a tutti i costi? Non proprio. Perché sia davvero una garanzia di benessere va mescolato con un atteggiamento di critica costruttiva al momento giusto, per esempio in caso di pericolo imminente quando può essere vitale adottare temporaneamente un’attitudine critica per concentrare tutte le azioni e tutte le risorse cognitive e far fronte alla minaccia che si è manifestata.
La parola d’ordine è: vitalità, energia e buon umore, associati ad elasticità, flessibilità o meglio ancora adattabilità; tutto questo è resilienza.
Ma il concetto di ottimismo è in continua evoluzione per cui oltre a resilienza comincia a farsi spazio una nuova forma di identificazione legato al mondo dell’economia: ottimismo = feel bullish, riferito ad un modo di vivere positivista, caratterizzato da atteggiamento ottimistico.
Bullish è un aggettivo di provenienza inglese, ormai d'uso internazionale, che deriva dal termine bull ovvero toro.
Letteralmente significa "sentirsi come un toro". Essendo il toro uno dei due animali-simbolo della finanza (l'altro è l’orso - in inglese bear), il termine bullish definisce un mercato in rialzo, in opposizione al mercato bear o bearish che tende invece al ribasso.
Dato che un andamento bullish o rialzista incoraggia la speranza di profitti futuri e genera fiducia tra gli investitori, il termine sta allargando il proprio campo semantico.
Oggi viene definita bullish una persona o un atteggiamento caratterizzato da energia, dinamismo, determinazione, self-confidence, ottimismo.
Molti credono che l'Ottimismo e il suo contrario il Pessimismo, siano atteggiamenti innati e quindi immodificabili; invece una delle scoperte più affascinanti della psicologia moderna è stata quella fatta dal Prof. Martin E.P. Seligman che ha ampiamente dimostrato come si possa imparare a pensare con ottimismo.
Spesso si confonde l'ottimismo con il cosiddetto "pensiero positivo" che per certi versi rischia di assomigliare invece all'ottimismo ottuso poiché tende a voler vedere la positività a tutti i costi anche nelle situazioni oggettivamente negative. Lo stesso Martin Seligman mette in guardia da questo rischio!
La psicologia cognitiva definisce sindrome di Pollyanna, il cosiddetto ottimismo ottuso, che è tale poiché disancorato dai dati reali e oggettivi.
L'Ottimismo ottuso o ingenuo dunque è inutile e persino pericoloso e il pessimismo invece è negativo e triste; qual è il modo giusto di vedere le cose?
L'Ottimismo Realistico è la sintesi virtuosa della capacità di considerare i dati reali e oggettivi ma cercando in essi la positività senza negare gli aspetti negativi della situazione attuale.
L'Ottimista Realista cerca di raggiungere i suoi obiettivi anche partendo da una situazione non ancora perfetta.
Il motto delle persone che hanno Ottimismo Realistico non è: tutto è positivo,  bensì, la situazione è questa... ma con impegno riuscirò a sistemare le cose al meglio, imparando a fare quello che ancora non so fare!
Nel caso del famoso bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, l'Ottimista Realista non si batte per dimostrare che sia più vero l'aspetto positivo di quello negativo, poiché sono oggettivamente veri entrambi, tuttavia, supponendo che il bicchiere pieno sia preferibile, cercherà di riempirlo e sarà fiducioso di potercela fare dato che si sente già a metà dell'opera.
Secondo gli studi di Martin Seligman la differenza principale nel modo di pensare dell'ottimista rispetto al pessimista, sarebbe nello stile attributivo, ovvero nel modo in cui valuta le cose e interpreta le situazioni, in particolare quelle negative.
Un libro molto utili potrebbe essere:  - Imparare l’ottimismo – Come cambiare la vita cambiando il pensiero; di M. Seligman, Giunti, 2005
Imparare l’ottimismo è un titolo che apparentemente potrebbe sembrare tanto futile quanto ambizioso, se non fosse per la fama dell’autore si rischierebbe di confonderlo con i tanti  manuali sull’arte di vivere bene, lavorare poco e uscire prima dall’ufficio.
Invece il libro di Martin Seligman, pubblicato la prima volta nel 1990, rivela un contenuto scientificamente confermato da oltre 25 anni di ricerche e consente una efficace applicabilità pratica anche grazie al supporto dei numerosi esempi ed esercizi da svolgere. Il sottotitolo: “Come cambiare la vita cambiando il pensiero”, lascia immaginare facilmente la metodologia utilizzata.
Martin Seligman, professore all’University of Pennsylvania, dall’uscita del libro ad oggi ha
continuato a lavorare sull’ottimismo e l’anno scorso ha aperto su internet il portale
www.reflectivehappiness.com, grazie al quale fornisce un servizio a oltre 10.000 utenti che
ricevono ogni mese istruzioni per una serie di esercizi studiati appositamente per aiutarli ad apprezzare se stessi, a evitare di ripetere ossessivamente pensieri negativi e, conseguentemente, a scacciare la depressione.

Il  professor Seligman sostiene di aver creato questo servizio dopo che le evidenze di 40 anni di studi nel settore lo hanno persuaso che esercitarsi regolarmente nei pensieri positivi può effettivamente alleviare la depressione, anche quella in forma grave.
Confrontando i miglioramenti dei pazienti impegnati quotidianamente in esercizi di questo tipo e dei pazienti sottoposti a terapia farmaceutica a base di antidepressivi, Seligman afferma di essere rimasto sbalordito dal fatto che i primi stavano significativamente meglio, dopo un anno di terapia di “pensiero positivo” erano il 64 % i pazienti che non erano più depressi rispetto all’ 8 % del gruppo che aveva ricevuto le classiche cure farmacologiche. [gen 2006].
Le ricerche di Seligman, in realtà, partono dal versante opposto all’ottimismo, ovvero dallo studio sulla depressione, a tale riguardo esperienze fondamentali risultano essere quelle sull'impotenza appresa.
Tale argomento è stato studiato tramite esperimenti realizzati in laboratorio con dei cani. La disposizione sperimentale è, in breve, la seguente:
 - si sottopone un primo cane a una serie di scosse evitabili, un secondo a una serie di scosse identiche, ma impossibili da sfuggire, e infine un terzo cane viene utilizzato per controllo e non lo si sottopone ad alcuna scossa.
Successivamente si utilizza una gabbia con una bassa barriera, all'interno della gabbia si possono somministrare delle scosse evitabili, nel senso che il cane può sfuggire dalla gabbia saltando la bassa barriera che delimita il box e così evitare la scosse.
Si fa entrare il primo cane, che ha precedentemente imparato a controllare le scosse, questo sottoposto alle scosse reagisce saltando la barriera, anche il terzo cane, quello
che precedentemente non ha subito alcuna scossa, reagisce allo stesso modo.
Infine si fa entrare il secondo cane, quello che ha precedentemente fatto esperienza dell'inefficacia delle sue reazioni.
Questo sottoposto alle scosse non fa alcun tentativo di reagire, nonostante possa facilmente vedere la bassa barriera che lo separa dalla zona libera da elettricità, non fa alcun tentativo di scappare e miseramente si arrende, rimanendo sdraiato e subendo passivamente le scosse nel box. In tal modo non riuscirà mai a scoprire che le scariche elettriche si sarebbero potute evitare semplicemente saltando la barriera.
La conclusione che scaturisce da questi esperimenti è che negli animali solamente gli eventi per i quali non c'è possibilità di fuga causano sottomissione, essi apprendono la inutilità delle loro azioni a fronte delle scosse e, anche in seguito, rinunciano a reagire.
La conclusione dell’autore è che come si riesce ad “apprendere l'impotenza” così deve essere possibile “imparare l'ottimismo”.


Da approcci diversi si evidenzia immancabilmente nel pessimista un livello esistenziale facilmente compromesso da incapacità di gestire al meglio le vicissitudini o interferenze negative che ostacolano il godimento di una vita serena.
Sicuramente è suggestiva la esemplificazione rappresentata dalla piramide esistenziale HIGH PEOPLE da cui risulta l’importanza di un buon rapporto tra forma fisica e feel bullish.
high people riguarda solo il 3-5 %  (persone che hanno una personalità feel bullish e godono di buona forma fisica), in grado di godere ed assaporare il piacere di una vita ben vissuta;
soft people riguarda il 20-25 % (feel bullish ma scarsa attenzione alla forma fisica), in grado non sempre di godere i piaceri di una vita ben vissuta;
low people (oltre il 70 %) (personalità non equilibrata non importa se in forma fisica o meno), continuamente tormentati dall’incapacità di comprendere o adattarsi alle diverse vicissitudini umane.
La Piramide evidenzia come una grande maggioranza di persone presenti un certo disagio personale a causa di disturbi della forma fisica e/o della forma mentale.
Certamente un impegno mirato al raggiungimento di una sola delle forme di benessere non garantisce assolutamente, se non in percentuale minima l’appagamento del proprio io.
La personalità feel bullish   è, curiosa della diversità altrui, è in genere aperta anche ai propri aspetti nuovi, o controcorrente rispetto alla linea d’azione finora seguita, è istintivamente capace di fare spazio a nuove idee, a nuovi aspetti affettivi o cognitivi che premono nell’incessante movimento che caratterizza la vita umana e la sua organizzazione cerebrale, a cercare e sperimentare nuove motivazioni o aspirazioni.
 Essere ottimisti comporta una serie di benefici ed è un fattore importante di longevità.
Lo hanno rivelato alcuni studi fatti a Milwakee negli anni 80 prendendo in considerazione i diari delle novizie in un gruppo di suore di clausura. In base ai contenuti, i ricercatori le hanno divise in ottimiste e pessimiste e hanno controllato le date della loro morte.  Il risultato è stato che quelle classificate come ottimiste avevano vissuto mediamente dieci anni in più delle consorelle pessimiste.
Inoltre, secondo altri studi, l’ottimismo produce effetti potenti sul sistema immunitario, aumentando il numero dei linfociti che ci difendono da batteri e virus.
E da un punto di vista psicologico?
L’ottimismo è uno dei fattori più importanti del benessere che aiuta a gestire meglio i problemi e ad affrontano le difficoltà senza farsi abbattere. Mi riferisco a un ottimismo sano e realistico che riconosce i problemi e non li nega.
Funziona perché, a parità di altre condizioni, l’ottimista si crea aspettative favorevoli, abbraccia la speranza e ha la capacità di immaginare un traguardo, un obiettivo. La speranza, infatti, è il motore che ci tiene aggrappati al domani.
Quindi, come si fa a diventare ottimisti?
Ricette vere e proprie non ce ne sono, anche perché la mente va liberata e non costretta in schemi. Però ci si può allenare al pensiero positivo cioè al pensare in termini favorevoli, vedendo le probabilità buone presenti nella nostra vita. Vi faccio un esempio: due persone sono in una prigione nella stessa cella. Uno guarda in basso e vede solo pozzanghere piene di fango, l’altro guarda in alto e vede le stelle. Chi starà meglio tra i due?
LA PIRAMIDE DELLE ASPIRAZIONI (MASLOW)
Il contributo più importante e significativo sul tema della motivazione in ambito psicologico, rimane l'opera di Maslow che, nonostante gli anni (la prima stesura è del 1954), rimane ancora un punto di vista imprescindibile.
La sua teoria è sintetizzabile nei seguenti punti:
- L'uomo è una totalità dinamica e integrata, per cui un bisogno o necessità che si palesa in un certo ambito, per esempio la fame, si riverbera sull'individuo nella sua globalità. Non esiste cioè un bisogno dello stomaco, ma esiste un bisogno della persona nel suo complesso.
- Nell'individuo esistono tendenze diverse, che traggono origine da bisogni di differente natura. Così noi siamo puntati a soddisfare i nostri bisogni fisiologici così come siamo puntati verso l'acquisizione di nuove amicizie, l'accumulazione di denaro, verso il successo nel lavoro.
 I processi motivazionali
I processi motivazionali sono fondamentali per la vita umana: essi sono presenti in tutte le culture e in tutti i popoli del mondo. Nonostante i bisogni degli uomini siano universali, ogni cultura ha la sua modalità precipua per soddisfare i bisogni degli individui. Per esempio, il bisogno di autorealizzazione è presente in ognuno di noi, anche se le mete da raggiungere sono molto diverse e variano a seconda della cultura e dell'epoca storica a cui ci si riferisce.
-I desideri dell'uomo non sono isolati e a sé stanti, ma tendono a disporsi in una gerarchia di dominanza e di importanza.
-In questa scala, al livello della base, ci sono tutti i bisogni fisiologici, essenziali per la nostra sopravvivenza fisica nell'ambiente. Prima di soddisfare i bisogni più alti nella scala, l'individuo tende a soddisfare quelli più bassi, ovvero quelli più importanti per la sua sopravvivenza. Per quello che riguarda i bisogni più alti degli individui essi tendono a variare molto nel tempo. Ogni persona compie un suo percorso di maturazione e sviluppo motivazionale all'interno del quale le mete e gli obiettivi di livello alto possono subire grandi modificazioni. Inoltre un successo tende spesso a essere dimenticato e, il vecchio obiettivo, tende a essere sostituito da uno più grande e ambizioso. Mentre i bisogni fondamentali per la sopravvivenza una volta soddisfatti tendono a non ripresentarsi, almeno per un periodo di tempo, i bisogni sociali e relazionali tendono a innescare nuove e più ambiziose mete da raggiungere.

Secondo Maslow le caratteristiche di personalità che deve avere una persona per raggiungere questo importante obiettivo sono: realismo, accettazione di sé, spontaneità, inclinazione a concentrarsi sui problemi piuttosto che su di sé, autonomia e indipendenza, capacità di intimità, apprezzamento delle cose e delle persone, capacità di avere esperienze profonde, capacità di avere rapporti umani positivi, democrazia, identificazione con l'essere umano come totalità, capacità di tenere distinti i mezzi dagli scopi, senso dell'ironia, creatività, originalità.

 l'essere umano come totalità, capacità di tenere distinti i mezzi dagli scopi, senso dell'ironia, creatività, originalità. 

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