Il GLA o ac. gamma linolenico è un ac. grasso polinsaturo della serie Omega 6 ed è assolutamente indispensabile per il benessere del nostro organismo.
Il suo ruolo fino ad oggi è stato molto trascurato probabilmente per assoluta mancanza di volontà di chiarire il ruolo fondamentale dei lipidi nella buona omeostasi cellulare e dell’organismo in toto ed anche purtroppo il ruolo patologico di molti grassi e/o oli estratti con processi chimici in grado di denaturare totalmente la loro struttura naturale ed utilizzati enormemente dall’industria alimentare.
Le conoscenze basi sui lipidi rimangono avvolte in un limbo nebbioso con estrema difficoltà di una corretta messa a fuoco.
Il dott. R. Cappelletti da oltre un trentennio si è interessato a questa problematica sottoponendo tutto il sistema ad attenta analisi critica, arrivando infine ad elaborare un percorso in grado di chiarire il complesso gioco delle sostanze bioattive derivate dai lipidi, etichettate come Autacoidi, sicuramente tra le sostanze più attive a livello biologico e responsabili del buon funzionamento del nostro sistema biologico.
Tra i lipidi dotati di maggiore attività biologica è da annoverare sicuramente il GLA o ac. gamma linolenico precursore diretto di una classe di Autacoidi tra i più attivi: le PG1 o Prostanoidi tipo 1.
Il GLA deriva dall’Ac. Llinoleico – AL  il precursore della serie Omega 6 detto anche EFA o Essential Fatty Acid. AL è molto diffuso in natura nel mondo vegetale, soprattutto concentrato nei semi. Gli Omega 6 come gli Omega 3 ed alcuni Omega 9 appartengono ad una classe di lipidi specifica caratterizzata dalla presenza di 2 o più legami insaturi e per tanto classificati come PUFAs -  Poly Unsaturated Fatty Acids.
Gli Acidi Grassi Polinsaturi, molto esaltati da una certa pseudoscienza, devono essere affrontati con molta attenzione perché potenzialmente possono diventare estremamente dannosi. 
Il legame insaturo infatti è molto instabile e facilmente si trasforma da una forma Cis naturale,  in una forma Trans tossica. Tutti gli oli vegetali vanno incontro a questo problema diventando Acidi Grassi Trans, rappresentando  vere mine vaganti nel nostro organismo.
Oggi finalmente inizia a farsi strada il concetto di ridurre l’uso di oli vegetali perché secondo un concetto universalmente accettato, essendo questi ricchi di PUFA Omega 6 sono precursori di un particolare Acido Grasso denominato Ac. Arachidonico, a sua volta precursore di Prostanoidi tipo 2 ad elevata azione pro infiammatoria, soprattutto ad opera di una specifica Prostaglandina detta PGE2.
Questo concetto apparentemente corretto deve essere riformulato perché l’azione pro infiammatoria degli oli vegetali non è dovuta al così detto metabolismo dei PUFA Omega 6 che prevede la trasformazione di ac. Linoleico – LA,  in Ac. Gamma Linolenico - GLA, in Ac. Diomo Gamma Linolenico – DGLA, in Ac. Arachidonico –AA e quindi PGE2.
La sopra riportata cascata metabolica nell’uomo è solo ipotetica essendo caratterizzata da alcuni passaggi molto complessi per la formazione di nuovi legami insaturi ad opera di un complesso enzimatico denominato Desaturasi, che vedremo viene influenzato da molti fattori, quali, l’età, lo stress ossidativo, l’alcolismo, molte malattie, ma soprattutto dalla presenza di Ac. Linoleico in forma Trans.
Il classico metabolismo Omega 6 è utilizzato da specie diversa da quella umana, soprattutto dagli erbivori che attraverso meccanismi diversi  trasformano l’Ac. Linoleico LA,  in Ac.  Arachidonico AA, depositato poi nelle membrane cellulari.
L’uomo mangiando la carne di questi animali assume Ac. Arachidonico - AA e quindi rifornisce le proprie membrane di tale PUFA, inglobandolo in Fosfolipidi di membrana.
Se invece di mangiare carne, l’uomo mangia pesce i Fosfolipidi delle sue membrane saranno costituiti in gran parte Ac. Eicosapentaenoico – EPA un Ac. grasso abbondante in alcuni pesci e crostacei dei mari freddi,  precursore di Prostanoidi tipo 3, tra cui le Prostaglandine  – PGE3, meno attive delle PGE2 e perciò definite anche Prostaglandine buone.  
Quindi l’Ac. Arachidonico presente nelle nostre membrane non deriva dalla metabolismo dell’ac. Linoleico ma dalla carne e dai grassi animali che mangiamo. Questo spiega perché alcuni gruppi vietano l’uso della carne e dei grassi animali. 
Vietare l’uso di prodotti animali non risolve però il problema, che è altrove. Le Prostaglandine tipo 2 da tutti definite cattive sono invece frutto della evoluzione biologica avvenuta nei millenni e forse responsabile del sopravvento dei mammiferi sulle altre specie e della loro enorme capacità di adattamento a condizioni le più diverse.
Il problema non è costituito dalle Prostaglandine tipo 2 – PGE2, ma dalla riduzione sempre più diffusa di Prostaglandine tipo 1 – PGE1. Le PGE1 hanno la funzione essenziale di controllo sulle PGE2, se vengono ridotte le PGE2 si scatenano.
Le PGE1 derivano dall’Ac. Diomo Gamma Linolenico -  DGLA, che a sua volta deriva dall’Ac. Gamma Linolenico vero precursore delle PGE1. Una carenza di GLA determina carenza di PGE1 e quindi scatenamento di PGE2. La sequenza di questo processo, assolutamente razionale, non viene riportato in nessun testo divulgativo o scientifico.
Non evidenziare questo passaggio rende difficile comprendere l’azione nefanda degli oli vegetali oggi universalmente utilizzati dall’industria alimentare per la produzione di alimenti a lunga conservazione quali dolci, biscotti, gelati, fette biscottate, merendine di ogni tipo, creme, patatine fritte. Il consumo di questi prodotti ha scatenato la aggressività delle PGE2.
Se le PGE2 hanno una riserva pressoché infinita costituita dai Fosfolipidi di Membrana che su azione di specifiche Fosfolipasi liberano Ac Arachidonico – AA che da inizio alla cascata per la formazione di PGE2, le PGE1 invece derivano quasi esclusivamente dai lipidi circolanti come Trigliceridi, che ad opera di Lipasi liberano GLA che induce formazione di PGE1.
Un buon livello di PGE1 garantisce un buon controllo sulle PGE2. Per garantire un buon livello di PGE1 è conveniente assumere giornalmente una piccola dose di trigliceridi ad alto tenore di GLA. L’olio di Enotera sembra assolvere al meglio questo ruolo. 1 – 2 g. di olio di Enotera ovviamente estratto a freddo, è in grado di garantire una buona protezione da PGE2.






Per questo motivo è stato adottato nella Piramide Eudinamica uno spazio specifico per il GLA, per rimarcare l’azione indispensabile di questa sostanza per il benessere.

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