Oltre che in ambito terapeutico (riabilitazione) e sportivo, l'esercizio fisico sta sempre più assumendo un ruolo primario per il raggiungimento del benessere.
Ciò che ha portato alla ribalta l'indispensabilità di una corretta attività fisica regolare è stato, in primis, l'attuale modus vivendi dell'uomo civilizzato.
Il benessere come  anche evidenziato dalla Piramide Eudinamica, è un cocktail composto da educazione alimentare, fisica e mentale.
Scioltezza (stretching) muscolare, forza muscolare, mobilità articolare, capacità motorie e senso dell’equilibrio sono sempre più elementi imprescindibili per  un corretto concetto di benessere. 
Di tutte le strutture del sistema nervoso centrale, più di un quarto partecipano direttamente e più della metà indirettamente alla pianificazione e all'esecuzione dei movimenti; l'uomo quindi, con i sui 650 muscoli e 206 ossa, è un "animale motorio".
Per l’uomo a partire dalla fase embrionale, fetale e in quella della prima infanzia, l'azione precede la sensazione: vengono compiuti dei movimenti involontari e/o riflessi.
Solo a partire da un certo grado di sviluppo, l’uomo inizia a compiere movimenti volontari ed ad acquisirne la percezione.
La propriocezione, la coscienza di sè, deriva dalle informazioni dei recettori sensoriali situati nei tendini, nei muscoli, nelle articolazioni e nei visceri (propriocettori ed enterocettori), nella cute (esterocettori cutanei), nell'apparato vestibolare ed acustico e negli occhi e dalla elaborazione di tutte queste informazioni dipende la conoscenza su quale è la nostra conformazione e posizione spaziale; in qualche misura, per rispondere alla domanda: chi sono io?, occorre anche rispondere alla domanda: dove sono io?.
E' dai riflessi propriocettivi che nascono le rappresentazioni mentali (engrammi) che consentono la nascita di abilità motorie complesse e delle stesse idee.
La propriocezione umana è totalmente diversa da tutti gli altri essere viventi, perché cosciente e consapevole. Infatti l’uomo impiega circa un anno a mettersi in piedi e molto di più ad utilizzare correttamente le mani.
Con il tempo vi è un lento ma ineluttabile decadimento delle capacità fisiche che comporta anche decadimento mentale. L’uomo ha necessità assoluta di mantenere efficiente il proprio corpo per ottimizzare anche le sue funzioni cerebrali.
Infatti, le funzioni motorie e il corpo, considerati in molte culture come entità inferiori e subordinate alle attività cognitive e alla mente, sono invece all'origine di quei comportamenti astratti, compreso lo stesso linguaggio che forma la nostra mente e i nostri pensieri.
Perdere il controllo sul proprio corpo significa, di conseguenza, perdere il controllo sui propri pensieri ed emozioni.

D'altro canto, nei momenti critici (stress intenso), il sistema muscolare costituisce un sistema ad alta priorità: quando è attivato, gli altri sistemi, come quelli responsabili della percezione delle sensazioni, dell'attenzione, delle attività cognitive ecc., sono in stato di relativo blocco.
Un gruppo di muscoli in tensione esercita un'influenza su altri muscoli, sia per un fatto muscolare che nervoso (correlazione muscoli agonisti e antagonisti).

La totale integrazione mente-corpo è stata definitivamente dimostrata dalla psiconeuroendocrinoimmunologia.
La psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) è una disciplina che si occupa delle relazioni fra il funzionamento del sistema nervoso, del sistema immunitario e del sistema endocrino. La sua nascita si basa sui lavori di Hans Selye sullo  stress verso gli anni trenta.
La disciplina può essere vista dal punto di vista della psichiatria, dove certi disturbi dell'umore sono associati a cambiamenti ormonali o neuroendocrini che influenzano il cervello.
Essa può anche essere vista dalla prospettiva endocrinologica in cui alcuni disturbi endocrini possono essere associati a malattie psichiatriche. Disfunzioni cerebrali come quelle all'ipotalamo possono influenzare il sistema endocrino, che a sua volta può causare sintomi psichiatrici.
L'esercizio fisico è indispensabile anche per la naturale fisiologia di un altro importante organo regolatore del benessere globale dell'individuo: la struttura connettivale o fasce muscolari (tessuto connettivo).
Tale struttura è una componente fondamentale, spesso trascurata, che influenza in modo essenziale la muscolatura e la fisiologia dell’intero organismo. 
In un corpo sano, le fasce profonde consentono alle strutture adiacenti di scivolare una sull'altra.
Tuttavia, in seguito a malattie infiammatorie, come ad esempio nei casi di contratture muscolari croniche, o a lesioni traumatiche, si ha la formazione di cicatrici aderenziali nei diversi strati, che aumentano l'attrito interno durante la contrazione muscolare e contrastano i movimenti e quindi l'allungamento del muscolo.
Questi strati, come fossero incollati, non scivolano più costringendo le strutture adiacenti a trazionarsi concorrendo così all'affaticamento e alle tensioni generali.

Le retrazioni di origine connettivale non solo condizionano posizioni anomale, ma riducono anche la circolazione del sangue e dei liquidi inerstiziali e la conduzione nervosa, interessando quindi anche il tono muscolare e la salute globale dell'individuo.
Lo stile di vita attuale, sempre più innaturale, rende indispensabile un corretto e regolare esercizio fisico.
A tale proposito siamo lieti di constatare come la nostra idea di affiancare  alla piramide nutrizionale una piramide funzionale in cui l’esercizio fisico è basilare sia stata ripresa, anche se in forma meno organizzata dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) che ha inserito l'esercizio fisico giornaliero alla base della nuova piramide nutrizionale.
A parte questa affinità la nuova piramide  del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) è molto diversa da quella eudinamica.
Le superfici innaturali su cui viviamo (calzature, pavimentazioni varie sintetiche, sedie, scrivanie, letti) causano, come primo effetto, problemi posturali e perdita di propriocettività e abilità motorie con tutto ciò che ne consegue.
Lo stress comporta tensione psichica e muscolare nonchè alterazione della fisiologica respirazione, e ciò può bloccare lo stato di benessere.
I ritmi frenetici della vita moderna impongono elevate frequenze cerebrali e un eccessivo utilizzo dei sensi esterocettivi, vista e udito, che porta a una graduale diminuzione del sentire il nostro corpo (dispercezione corporea) lasciando spazio a tensioni inconsce, ovvero permanenti, a danno di articolazioni, muscoli, tendini, postura, psiche ecc. 
Traumi (fisici e ed emotivi) e cicatrici infine sono in grado di amplificare tutti questi effetti negativi.
Un programma di esercizio fisico deve evidentemente essere personalizzato, ossia rispondere alle specifiche esigenze (morfologiche, fisiologiche, psichiche e di obiettivo), e completo, al fine di colmare tutte le lacune imposte dal logorio della vita moderna.
Per ottenere ciò il programma deve includere specifici esercizi di: stretching e rinforzo muscolare,mobilizzazioni articolari, rieducazione motoria, riadattamenti posturali e di equilibrio, risultando idoneo ad ogni tipo di utente (sportivo, anziano, obeso, ma anche piacevole da realizzare.
Grazie allo svolgimento regolare di tale attività fisica, è possibile migliorare considerevolmente il nostro benessere fisico e psichico nonchè le prestazioni sportive oltre a rappresentare uno straordinario strumento di prevenzione con:
 - miglioramento del metabolismo generale
 - miglioramento della circolazione sanguinea
 - miglioramento della circolazione linfatica (linfodrenaggio)
 - abbassamento/regolarizzazione della pressione sanguinea
 - miglioramento della respirazione
 - ripristino del controllo neurovegetativo e del corretto ciclo sonno/veglia
 - rinforzo del sistema immunitario
 - aumentato rilascio di endorfine
 - miglioramento di postura e abilità motorie
 - dechelazione delle tossine mesenchimali.
Quale dovrebbe essere l’attività motoria ottimale? Per molti medici basta la passeggiata giornaliera, che ha certamente una grande influenza benefica ma sicuramente è sottodimensionata per risultati veramente importanti.
Dopo aver attentamente analizzato le innumerevoli proposte di un mercato molto ampio e variegato, il dott. Cappelletti ha scelto una tecnologia di esercizio fisico molto piacevole in grado però di garantire il miglior risultato secondo il decalogo sopra descritto.
Utilizzando la metodica che avanti descriveremo si liberano le vie linfatiche, si garantisce un esercizio aerobico per il cuore, si ossigena l'organismo, non è dannoso per le articolazioni del corpo, scioglie le tossine nella porzione ipodermica della pelle, ripristina una buona abilità motoria e senso dell’equilibrio, il tutto in modo spontaneo e molto piacevole.
Gli esercizi si auto impostano secondo i propri desiderata in massima libertà lasciandosi prendere da ritmi e pensieri piacevoli.
Il protocollo neuro-motorio messo a punto è veramente semplicissimo, ma anche molto efficace, avendo più e più volte constatato gli ottimali risultati ottenibili con pochi minuti di utilizzo della metodica in due tre sedute giornaliere, appena alzati al mattino, al pomeriggio e prima di andare a letto la sera. 
Ogni seduta consiste nell’esercitarsi su uno speciale mini-trampolino elastico denominato internazionalmente Rebounder,  o lettino rimbalzante, simile per struttura e grandezza ad un lettino per cani di media taglia. La tela centrale è collegata alla struttura portante in acciaio con una serie di molle per realizzare una struttura elastica rimbalzante.
Una volta saliti sul lettino si inizia dolcemente a muoversi facilitando una serie di piccoli rimbalzi che possono essere variati a piacimento: a piedi uniti, a piedi larghi, alternando le due posizioni, o un piede avanti ed uno dietro, giocando sulle punte o sul tallone, con bacino rigido o ruotandolo invece da una parte e dall’altra accompagnati o meno dal movimento delle braccia.
Durante il rimbalzo si creano forze vettoriali diverse in rapporto alla diversità strutturale e di massa di singole molecole, cellule,organi. Tale forza costringe le varie strutture a reagire allo stimolo vettoriale con un sistema di allerta che costringe tutti i sistemi a riallinearsi e rimodularsi. 
La forza di gravità prima tira e poi rilascia ogni cellula, stimolando così le cellule a muovere i loro fluidi e ad eliminare il materiale tossico, nonché ad assorbire i nutrienti.
Inoltre, le valvole del sistema linfatico, si aprono e si chiudono pompando liquido linfatico durante i rimbalzi, anche soltanto con movimenti di rimbalzo molto delicati. Il liquido linfatico nell'insieme elimina quindi le tossine dall'organismo e addirittura produce ulteriori globuli bianchi, responsabili del miglioramento del sistema immunitario.
I globuli bianchi aumentano eccezionalmente durante una breve sessione di due o tre minuti di Rebound Exercise o Rebounding.
Riassumendo: Il Rebounding è un’attività fisica che si esegue tramite l’ausilio di un tappetino elastico chiamato Rebounder.
Si tratta di un tipo di allenamento semplice ma molto efficace sotto diversi profili: con l’utilizzo costante del tappetino, si riesce in poco tempo a perdere peso, aumentare la forza muscolare, irrobustire tendini e legamenti per renderli più resistenti alle sollecitazioni dovute a urti, saltelli e usura del tempo, migliorare le capacità cardiovascolari dell’organismo.
Il Rebounding, oltre ad essere un esercizio efficace, è divertente, facile e adatto a tutti senza controindicazioni di sorta. Allenarsi con il Rebounder è anche pratico ed economico poiché il costo del tappetino è contenuto e consente di allenarsi restando comodamente a casa propria. 
Rimbalzare sul mini trampolino, sfidando la forza di gravità, è un movimento utile per combattere l’usura articolare dovuta all’età, rafforzando muscoli, tendini e legamenti, aumentando la densità ossea e prevenendo malattie importanti come l’osteoporosi.
Inoltre, il Rebounding è in grado di aumentare la distanza intervertebrale, donando una sensazione di allungamento post allenamento. Per chi ha subito un intervento o è reduce da un infortunio, inoltre, è un ottimo sistema per recuperare forza, elasticità e coordinazione.
L’approccio allenante del Rebounding non è quello di considerare l’organismo come parti (muscoli, ossa, cuore) o zone (glutei, addome, gambe, torace), ma come un’entità unica fatta di diversi elementi interconnessi tra loro che interagiscono al fine di garantire la massima efficienza di movimento.

Quando ci si allena con il trampolino Rebounder è possibile fare:
- un training per la salute generale dell’organismo (praticato prevalentemente a piedi uniti con un ritmo medio basso ed usato soprattutto come riscaldamento o allenamento iniziale per soggetti neofiti);
- oppure un allenamento per rafforzare tutto il corpo (eseguito sempre a piedi uniti contemporaneamente ma in maniera più forte rispetto al precedente);
- il Rebounding aerobico (eseguito a piedi alternati, ottimo sotto il punto di vista cardiaco);
- il Rebounding da seduto, eccezionale per rinforzare la parte centrale del corpo (addominali, lombari ed erettori spinali) o per allenare persone diversamente abili.
In commercio si trovano diversi tipi di trampolino secondo gli usi e le esigenze individuali (standard, pieghevoli, con maniglia di supporto).
Benefici del Rebounding
• Controllo del peso corporeo;
• Aumento del tono muscolare senza stress per le articolazioni;
• Aumento dell’elasticità della pelle con vantaggi anche a livello estetico;
• Adatto a tutti senza nessuna controindicazione: donne, uomini, anziani, bambini;
• Adatto per sessioni di riabilitazione al fine del recupero della funzionalità muscolo-scheletrica e della coordinazione neurale;
• Eccezionale per migliorare le capacità di coordinazione ed equilibrio anche come lavoro propedeutico per altri sport;
• Ottimo lavoro cardiovascolare;
• Economico, funzionale, pratico e duraturo;
• Consente di eseguire un magnifico allenamento anche rimanendo comodamente tra le quattro mura domestiche;
• Consente una varietà di movimenti in pratica infiniti;
• È divertente ed efficace, permette di massimizzare i risultati riducendo in maniera sostanziale i tempi di allenamento;
• È indicato nella lotta alle vene varicose. Le cause principali di questo disturbo sono la cattiva circolazione sanguigna e la scarsa elasticità dei tessuti venosi.
• Aiuta a controllare la vescica riducendo i disturbi legati all’incontinenza (irrobustisce i muscoli del pavimento pelvico);
• Aiuta a migliorare il profilo mammario femminile, rinforzando i muscoli toracici che, rassodandosi, tendono a ridare nuovo slancio alle strutture coinvolte. Con il Rebounding si agisce direttamente a livello delle fibre collageniche direttamente interessate nei tessuti di sostegno di tutto l’apparato mammario;
• Straordinario per l’allenamento dei bambini in età pre-scolare. Aiuta il bambino a sviluppare forza muscolare e soprattutto coordinazione e propriocezione.
Il Dott. Morton Walker, medico giornalista, afferma che fare esercizio su un Rebounder (mini-trampolino) genera un "processo naturale di terapia chelante che investe tutto il corpo". Infatti "tutto il sistema cardiovascolare si rafforza anche senza aumentare il battito cardiaco", in questo modo le persone anziane o malate non hanno bisogno di praticare esercizi fisici vigorosi per godere della chelazione o degli altri benefici derivanti dal Rebounding.
Uno dei modi con cui il Rebounding contribuisce alla chelazione delle tossine dall'organismo, e specificatamente dal sistema cardiovascolare, è attraverso la stimolazione dei muscoli a produrre acido lattico.
L'acido lattico è un acido organico debole dotato di azione chelante. Secondo il Dott. Morton Walker l'acido lattico agisce allo stesso modo della somministrazione di EDTA per via endovenosa, per cui le reazioni derivanti dai movimenti di Rebounding producono numerosi effetti terapeutici:
- Dissolvono le placche arteriosclerotiche attaccate alla tonaca intima (lo strato più interno delle arterie);
- Asportano [le tossine] dallo strato intermedio delle pareti dei vasi sanguigni;
- Intrappolano le proteine (TPP) estranee che occupano lo spazio fra le membrane della cellula ed eliminano quindi queste proteine indesiderate come materiale di scarto, trasportando con sé anche il tipo di proteine tossiche che vengono trasformate in urina attraverso i reni, in materiale di scarto azotato attraverso il fegato e infine eliminate attraverso l'intestino sotto forma di "feci".
Walker cita uno studio svolto in Svezia quasi 25 anni fa, in cui terapeuti dell'esercizio valutarono un gruppo di pazienti ricoverati in ospedale i cui disturbi principali erano palpitazioni cardiache, respiro affannoso per deficienza cardiovascolare, insufficienza vascolare periferica indicata da mani e piedi freddi, vertigini, emicranie e sospiri profondi. Egli affermava che: "Ogni paziente manifestava in media 5,4 sintomi".
Questi pazienti soffrivano globalmente di 150 disturbi diversi registrati clinicamente, ma alla fine del programma di rebounding, i medici riscontrarono solo 21 sintomi ancora presenti, 68 sintomi erano diminuiti e 44 disturbi erano completamente scomparsi. "Il numero medio di sintomi per paziente era sceso da 5,4 a 1,1" scrive Walker. 
I medici al Karolinska Institute che avevano condotto la ricerca conclusero che: l'esercizio di rebounding protegge e rafforza sia il sistema cardiovascolare, sia quello vascolare periferico, e contrasta qualunque danno potenzialmente casato dalle catecolamine, o sostanze chimiche che fanno salire la pressione del sangue rilasciate in situazioni di stress, che trasmettono gli impulsi nervosi.
Il Dott. Walker conclude dicendo che: "Per una persona ammalata, che è in grado di praticare il rebounding anche durante la malattia, il rebounding funziona da antidoto fisiologico alle catecolamine che agiscono da stressori interni. Oltre alla disintossicazione e al nutrimento cellulare, il Rebounding produce una sorta di sedativo cellulare che dà ad ogni cellula danneggiata o malata l'opportunità di autoguarirsi".
Il Dott. James R. White, un fisiologo dell'esercizio fisico presso la University of California di San Diego, le cui ricerche sono citate da Walker, afferma che un programma di esercizi di rebounding fornisce i seguenti benefici per la salute a livello cardiovascolare:
 - Aumento della forza e del volume del ventricolo sinistro del cuore;
 - Aumento del diametro del cuore;
 - Aumento del diametro delle arterie del cuore;
 - Aumento del numero delle arterie latenti usate per distribuire sangue al cuore e al resto del corpo.
 - Rallentamento del battito cardiaco,  
 - Diminuzione della quantità di ossigeno richiesta dal cuore.

Il Rebounding inoltre induce un miglioramento dei disturbi occlusivi a livello vascolare periferico, facilitando la dissoluzione di coaguli di sangue negli arti.





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