La tumescenza fredda: una nuova filosofia medico chirurgica.
La nascita della tumescenza fredda è stata incentivata se non determinata dalla necessità di risolvere problematiche specifiche medico chirurgiche che altre metodiche non erano in grado di affrontare. Già questo dovrebbe bastare a darle una dignità nosografica specifica. Oltre 20 anni di utilizzo hanno confermato e là dove fosse necessario, rafforzato il concetto che la tumescenza fredda è una metodica unica, in grado di migliorare moltissime prestazioni medico chirurgiche. Anzi per certi versi rappresenta una vera filosofia, un modo di porsi verso qualsivoglia atto chirurgico con un background o bagaglio culturale più aperto a promuovere metodologie in grado di migliorare il proprio gesto chirurgico ma anche la compliance ed il confort del paziente.
Stando così le cose, una domanda spontanea è d’obbligo: perché in tanti anni ha avuto così scarsa diffusione ed adesione?
Questa domanda apre orizzonti quasi mai correttamente esplorati sulla cultura medica e sul monopolio della diffusione dell’informazione scientifica medica. Sicuramente il medico ha sviluppato una pessima capacità di analisi critica personale, soggettiva e soprattutto autonoma, sopraffatto come è da un vero bombardamento pseudo scientifico organizzato dal mercato farmaceutico e parafarmaceutico che, appoggiato da una ricerca accademica purtroppo dipendente da finanziamenti industriali diffonde e promuove solo ciò che è  vantaggioso per il mercato.
A dimostrazione di ciò la mia esperienza personale è sicuramente paradigmatica.
Quando nel 1987 fu proposta per la prima volta in Italia l’anestesia loco regionale elettroguidata (R. Cappelletti, T.M.F. Passannanti: “realizzazione di un elettro-stimolatore a funzioni multiple"; rivista L'Anestesista Rianimatore, anno X, n° 2 - 1° Semestre 1987, pag  10-11) e l’industria farmaceutica fiutò l’affare che poteva esserci alle spalle e subito fu  organizzata una vera task force per diffondere e ovviamente commercializzare il sistema necessario alla esecuzione della metodica, come aghi elettroisolati e stimolatori specifici.
Il vero fautore della metodica, il dott. Cappelletti fu subito messo da parte, a favore di strutture accademiche ridondanti e che non avevano però maturata nessuna esperienza specifica nel campo, ma che aderivano al progetto di promuovere la metodica basata sull’utilizzo di aghi elettroisolati, un  business da centinaia di milioni di lire di allora, pur essendo stata dimostrata dal dott. Cappelletti, in modo inconfutabile la non idoneità di tali costosi apparati alla corretta esecuzione della metodica.  Ma la forza dell’industria è vincente ed oggi la metodica del blocco elettroguidato con aghi elettroisolati è universalmente utilizzata ed accettata, nonostante tutti i riscontri negativi evidenziati. Tra l’altro era stata più volte dimostrata la maggiore precisione di ricerca di comuni aghi non isolati rispetto ai costosissimi aghi elettroisolati, veri gioielli tecnologici ma assolutamente inutili; addirittura in un congresso sulle tecniche di anestesia locale, la metodica con ago non elettroisolato era stata premiata come migliore contributo scientifico, ma nessuno ha mai adottato la tecnica con aghi non elettroisolati, anche perché era il periodo delle vacche grasse e la spesa sanitaria più era alta e più qualcuno ci guadagnava (R.Cappelletti: una metodica originale di elettroneurostimolazione - dieci anni di esperienza; Proceedings E.S.R.A.: 3^Italian Meeting - Problems and Guidelines- Capri 8-10 giugno 1995 -pagg 268-270).
Quando nel 1995 il dott. Cappelletti presentò la metodica della tumescenza fredda (R. Cappelletti: anestesia per infiltrazione con soluzione anestetica fredda e diluita; Atti 49° Congresso Nazionale SIARTI Sorrento settembre 1995 Vol. 61, Suppl 2 N. 9  pag 11), la proposta non suscitò nessun interesse perché l’industria farmaceutica capì che la metodica non poteva presentare nessun vantaggio commerciale, anzi, probabilmente poteva soltanto nuocere ad un mercato  standardizzato.
Oggi a distanza di 20 anni sono sicuramente maturati i tempi per poter far apprezzare sia
al chirurgo che al paziente i vantaggi della tumescenza fredda.



 probabilmente poteva soltanto nuocere ad un mercato  standardizzato.

Oggi a distanza di 20 anni sono sicuramente maturati i tempi per poter far apprezzare sia
al chirurgo che al paziente i vantaggi della tumescenza fredda.

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