Qual è la dieta migliore?

Fino ad oggi il parametro vincente di ogni dieta era rappresentato dalla capacità di indurre perdita di peso. Dire ho perso 10 Kg equivaleva a dire sono dimagrito di 10 Kg, ho distrutto 10 Kg di grasso. Di conseguenza più una dieta è in grado di farmi perdere peso più alto è il suo punteggio di merito. Tutto questo basato su indiscutibili principi scientifici quali ad esempio il BMI (Body Mass Index), il parametro fino ad oggi utilizzato per distinguere un individuo grasso da uno magro.
Il Body Mass Index è basato sul peso, che utilizzando come secondo riferimento l’altezza, cataloga gruppi diversi di tipologie individuali (magro, normopeso, sovrapeso, obeso) mediante un particolare indice parametrico detto internazionalmente 

BMI = Peso (kg) / Statura (m2): 

ottimale 22.0 per l'uomo, 20.8 per la donna; (intervalli tollerati- 20-25 per l'uomo e 19-24 per la donna); 25-30 = sovrappeso, oltre 30 obesità. Al di sotto di 20 o 19 per la donna sottopeso o al di sotto di 16 magrezza eccessiva patologica.

Tale indice, pur essendo universalmente riconosciuto, non è assolutamente affidabile, mentre è sicuramente responsabile di uno scorretto approccio alle problematiche nutrizionali, rafforzando il concetto che grasso e magro siano degli opposti.  Il BMI ha solo valore statistico è come tale non ha valore reale. Con il BMI, contrapponendo i due parametri su una unica linea, si è finito con il rafforzare il concetto sbagliato che perdere peso equivale a dimagrire ed acquistare peso equivale ad ingrassare.

La dieta che, per dimagrire, mira a far perdere peso potrebbe essere inutile se non dannosa. Da questo deriva mettere in discussione un altro principio basilare di tutte le diete fino ad oggi proposte, la bilancia quale giudice infallibile. La dieta migliore potrebbe essere quella che mira a creare un sistema metabolico equilibrato che non si cura tanto di quanti kg è in grado di abbattere ma invece è capace di produrre un sistema equilibrato base indispensabile di vero benessere.

La dieta ottimale proposta è la dieta Eudinamica, in grado di adattarsi in modo variabile ai singoli momenti di ogni individuo, analizzati come continua variazione di un sistema biologico sempre mutevole. La dieta eudinamica frutto di un ponderato e lungo percorso critico propositivo rappresenta la sintesi di due concezioni ritenute estreme, la tecnologia più avanzata ed il rispetto delle immutabili leggi della natura.

Da una parte utilizzare tutto quanto la tecnologia può offrirci come prodotti, ma anche come capacità di analisi, affiancata però dalla convinzione della presenza di una vis imponderabile di tipo qualitativo in grado di ottimizzare la trasformazione vitale di quanto noi ingeriamo, riconoscendo alla dieta sia una valenza quantitativa che qualitativa, base indispensabile per promuovere un processo biologico di buona trasformazione, la giusta strada per ottenere dal cibo salute e benessere.

Oggi comincia a farsi strada una nuova filosofia nutrizionale in un certo qual modo in relazione con le ipotesi della fisica quantistica che avvalora e rinforza l’ipotesi di cibo qualitativamente ottimale. Non basta più analizzare la componente calorica o la composizione chimica grezza o anche la presenza di per sé già più complessa di fattori bioattivi quali vitamine, oligoelementi ed antiossidanti. In ciò di cui ci nutriamo è presente una forza nascosta, energia pura, purtroppo a rapido decadimento, un’energia fotonica in grado di riequilibrare e ricaricare il nostro organismo.
Questo avvalora la necessità di utilizzare prodotti freschi, appena raccolti e maturati naturalmente al sole da cui ricavano ed incamerano questa energia. L’approfondimento di questo argomento sarà sicuramente fatto nel prossimo futuro. 

L'eudinamica nutrizionale già aperta a questi innovativi ed articolati concetti rappresenta una concezione originale dinamica e razionale della scienza della nutrizione in rapporto a molteplici variabili tra loro integrate, in contrapposizione al concetto statico di Calorie.

L’Eudinamica può essere esemplificata come concetto matematico di "Fase" in cui più fattori concorrono insieme per ottimizzare un evento dinamico positivo in contrapposizione al concetto di "Sfasamento" in cui fasi diverse entrano tra loro in competizione, o in aperto conflitto creando fenomeni di disturbo e di distruzione.

Essere in fase = Equilibrio = Benessere = Metabolismo Anabolico (giovinezza, buona forma fisica).

Essere sfasato = Squilibrio = Malessere = Metabolismo Catabolico (malattia, invecchiamento… obesità).

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